Questa sezione è dedicata alla cinematografia giudiziaria (c.d. legal movies). Il mondo dei processi, degli avvocati e dei giudici raccontati dal grande schermo, che volentieri si è ispirato a fatti e storie (purtroppo) realmente accaduti, ricorrendo talvolta a schemi narrativi decisamente retorici o inverosimili. Si è cercato di stilare una raccolta la più completa possibile, non tralasciando pellicole che trattano l’ argomento con un taglio più umoristico. La scheda di ogni film, che comprende i dati tecnici, la trama e un breve commento, sono tratti integralmente da “Il Morandini 2014. Dizionario dei film”.

 

Il primo della lista non è proprio un film di taglio "giudiziario", ed è stato collocato in cima non a caso. E' un doveroso omaggio all' Avvocato Giorgio Ambrosoli che ha sacrificato la propria vita per difendere con coerenza i valori in cui credeva (lealtà verso le Istituzioni, senso della giustizia, rispetto delle regole e della legalità), nobilitando col suo esempio anche la categoria forense alla quale apparteneva, e al quale ci si dovrebbe sempre ispirare.

 

Numero TITOLO ORIGINALE TITOLO TRADOTTO        
001
Un eroe borghese            

Un film di Michele Placido. Con Fabrizio Bentivoglio, Michele Placido, Omero Antonutti, Philippine Leroy-Beaulieu, Laura Betti, Laure Killing, Ricky Tognazzi, Giuliano Montaldo. Genere Drammatico, colore 93 minuti. - Produzione It.-Fr. 1995.
Dal libro-inchiesta (1991) di Corrado Stajano, adattato da Graziano Diana e Angelo Pasquini. Una tragedia milanese, anzi italiana: nel 1974 l'avvocato civilista Giorgio Ambrosoli è nominato commissario liquidatore di una banca del finanziere Michele Sindona. Scopre il groviglio di interessi che legano Sindona, alcuni esponenti politici (tra cui Giulio Andreotti), la mafia e il Vaticano. Resiste a suggerimenti, pressioni, minacce. Nella notte tra l'11 e il 12 luglio 1979 è assassinato da un sicario di Sindona. Pur con difetti di ambientazione e di rievocazione dell'aria del tempo, un film giusto. Onesto, sincero, lucido, con momenti di emozionante delicatezza, è un giallo politico-finanziario nutrito, come il libro, di passione civile, sostenuto dalla quieta intensità di Bentivoglio (e dalla torva potenza con cui Antonutti raffigura Sindona) e dalla funzionale fotografia di Luca Bigazzi. David di Donatello alla musica di Pino Donaggio.

 

 

 

002
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Regarding Henry  

 A proposito di Henry

 

 

 

 

Un film di Mike Nichols. Con Harrison Ford, Annette Bening, Bill Nunn, Mikki Allen. Genere Commedia, colore 107 minuti. - Produzione USA 1991.
Per una ferita alla testa, avvocato di successo e senza scrupoli perde la memoria e cambia la sua vita dandole un nuovo indirizzo e un altro senso. 17° film per il cinema di Nichols (1931) e 26° di Ford, è una favola sentimentale con messaggio incorporato sul tema della seconda opportunità e del riscatto: simpatica, edificante, didattica, sostenuta dall'alto professionismo luministico di Giuseppe Rotunno.

 

 

003 
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L' avvocato dell' assassino 

 

 

 

 

 

Un film diChuck Bowman. Con Rosanna Arquette, Steven Eckholdt, Lawrence Monoson, Lochlyn Munro, Fulvio Cecere. Durata: 90 min- ISA 1998.
La splendida Stacey Keane, di professione avvocato, è famosa per la sua abilità di difendere giovani, ricchi signori accusati di violenza carnale e colpevoli del loro crimine. Finchè una notte lei stessa viene violentata e minacciata di morte da un insospettabile collega… In un momento di rabbia e disperazione, Stacey pugnala a morte il suo aggressore… Ma qualcuno osserva la scena… Qualcuno deciso a farle pagare caro il prezzo della libertà…
 

 

004 
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Beyond Reasonable Doubt 

 

 

 

 

 

Un film di John Laing. Con David Hemmings, John Hargreaves, Martyn Sanderson. Genere Drammatico, colore 127 minuti. - Produzione Nuova Zelanda 1980.
Giovane pastore, incriminato per un duplice omicidio, subisce una serie di processi fino alla scoperta della verità. Da un libro di David Yallop ispirato a un caso giudiziario realmente accaduto. Deboluccio come giallo, ma onesto. Bravo Hemmings.

 

 

005

Il magistrato 

 

 

 

 

 

Un film di Luigi Zampa. Con Claudia Cardinale, Massimo Serato, José Suarez, Maurizio Arena, Geronimo Meynier, François Périer, Jacqueline Sassard, Fausto Guerzoni, Roberto Rey, Antonio Acqua, Rino Genovese, Louis Seigner, Ignazio Balsamo. Genere Drammatico, b/n 105 minuti. - Produzione Italia 1959.
Nell'indagare sull'aggressione di un appaltatore portuale a Genova, un giudice istruttore (J. Suarez) vede la sua inchiesta arenarsi in un intreccio di omertà, soprusi, loschi interessi. Inoltre, vivendo a pensione in una casa piccoloborghese, è testimone della crisi economico-morale di questa famiglia che sfocia in tragedia. Scritto con Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile, è un ambizioso affresco narrativo che ha il torto di mettere troppa carne al fuoco, trasformandosi in un turgido e squilibrato melodramma sociale, e di approdare a un pessimismo radicale che risulta velleitario perché troppo generico 

 

006 
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L' Ombra del Dubbio 

 

 

 

 

Un film di Randal Kleiser, con Melanie Griffith, Tom Berenger, Craig Sheffer U.S.A., 1998, 102'
Los Angeles: la polizia trova il cadavere di una giovane donna, orrendamente mutilato, nella vasca della villa da lei abitata. Scattano le prime indagini e l'ambizioso procuratore Jack Campioni è convinto che l'autore del delitto sia un giovane cantante rap latinoamericano, Bobby Medina, uomo dal carattere irascibile e con la fama di cocainomane. Per proteggere il giovane, la sua casa discografica assume Kitt Devereux, un avvocato difensore di notevole fama. Il brillante avvocato dovrà far fronte ad una difficile causa in cui sono in gioco la reputazione professionale e la vita.

 

 

007
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...And Justice for All 

...e giustizia per tutti 

 

 

 

 

Un film di Norman Jewison. Con Jack Warden, Al Pacino, Lee Strasberg. Genere Drammatico, colore 117 minuti. - Produzione USA 1979.
Arthur Kirkland è un onesto avvocato di Baltimora. Giovane e intraprendente, tenta invano di fare pulizia tra giudici corrotti del Maryland. È un film di attori. Al Pacino recita con il piede sull'acceleratore senza mai perdere il controllo del personaggio. Da segnalare l'esordiente C. Lahti, la divertente prova di Warden, giudice con la vocazione del suicidio, e il contributo di L. Strasberg. Scritto da Barry Levinson con Valerie Curtin 

 

008
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A Civil Action 

A Civil Action 

 

 

 

 

Un film di Steven Zillian. Con Kathleen Quinlan, John Lithgow, Robert Duvall, John Travolta, Tony Shalhoub, Sydney Pollack, William H. Macy, Kathy Bates. Genere Drammatico, colore 115 minuti. - Produzione USA 1998.
Guidato dall'avvocato Jan Schlichtmann (J. Travolta), un piccolo studio legale s'indebita fino al collo per far causa a due potenti industrie del Massachusetts, colpevoli di aver inquinato le acque di Woburn, provocando la morte di 12 bambini. Dal romanzo Azione civile di Jonathan Harr, ispirato a una storia vera, S. Zaillan (Oscar per la sceneggiatura di Schindler's List), qui anche regista, ha tratto un legal thriller con nobili intenzioni di denuncia fin troppo prevedibile e politicamente corretto, ma di indubbia efficacia. Il suo asse portante è il duello tra Travolta e Duvall, cinico e astuto avvocato della controparte. Se le simpatie dello spettatore sono convogliate sul primo, l'ammirazione va al secondo che recita da fermo meravigliosamente, circondato da un'affiatata squadra di caratteristi. Due nomination: R. Duvall e Conrad L. Hall per la fotografia. Lieta fine esclusa, la struttura di fondo della trama presenta curiose analogie con il dramma di Ibsen Un nemico del popolo (1882): il drammaturgo norvegese aveva visto lontano.

 

 

009

Ai margini della metropoli 

 

 

 

 

 


Un film di Carlo Lizzani. Con Massimo Girotti, Marina Berti, Cesare Fantoni, Giulio Calì, Paola Borboni, Giovanna Ralli, Antonio Acqua, Giuliano Montaldo, Mimmo Poli, Giulietta Masina, Lucien Gallas, Rossana Martini, Alberto Plebani, Lia Natali, Bruno Berellini. Genere Drammatico, b/n 92 minuti. - Produzione Italia 1953.
Operaio disoccupato è incriminato per la morte di una ragazza. La sua posizione è critica, ma, dopo un secondo delitto, si scopre il vero colpevole. C'è un notevole sforzo di ambientazione, ma Lizzani non sa decidersi tra la requisitoria sociale di tipo realistico e il melodramma popolare. In un piccolo ruolo, il regista Giuliano Montaldo.

 

 

010
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The Lawyer 

Al di là di ogni ragionevole dubbio  

 

 

 

 

Un film di Sidney J. Furie. Con Diana Muldaur, Barry Newman, Harold Gould, Kathleen Corwley. Genere Poliziesco, colore 117 minuti. - Produzione USA 1968.
Un ambizioso avvocato italo-americano assume la difesa di un medico accusato di uxoricidio. Non riesce a scagionarlo, perde il primo processo, capovolge i termini dell'accusa e in appello vince. Solido dramma giudiziario, ispirato a un caso vero, con particolare attenzione per l'ambientazione. Buona compagnia di attori tra cui spicca Barry Newman che riprese il personaggio nella serie TV Petrocelli.

 

 

011
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A Murder of Crows 

Analisi di un delitto 

 

 

 

 

Un film di Rowdy Herrington. Con Tom Berenger, Eric Stoltz, Cuba Gooding Jr., Marianne Jean-Baptiste, Marc Pellegrino. Genere Thriller, colore 99 minuti. - Produzione USA 1998.
L'avvocato Lawson Russell viene radiato dall'albo per aver abbandonato la difesa di un cliente facoltoso riconoscendolo sicuramente colpevole. Si ritira giocoforza a vita privata e decide di scrivere un romanzo. Viene in possesso di un manoscritto consegnatogli da un vecchio che muore improvvisamente. Russell pubblica il libro a suo nome. Vi si narra di un killer che uccide i difensori di personaggi prosciolti dalle accuse in vari processi. Il problema è che quegli omicidi accadono realmente e l'avvocato diventa il primo indiziato. Cuba Gooding Jr. offre una prestazione di routine 

 

012 
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Anatomy of a Murder 

Anatomy of a Murder 

 

 

 

 

Un film di Otto Preminger. Con Eve Arden, Ben Gazzara, James Stewart, George C. Scott, Lee Remick, Arthur O'Connell. Genere Drammatico, b/n 160 minuti. - Produzione USA 1959
Un modesto avvocato di provincia ha successo nel difendere ufficiale dell'esercito accusato di aver ucciso a revolverate il proprietario di un bar che gli ha violentato la moglie. Sorpresa finale. Nonostante la lunghezza, è uno dei più avvincenti drammi giudiziari mai usciti da Hollywood. Il suo nocciolo è nell'ambiguità dei personaggi e dei fatti. Grande compagnia di attori. 7 nomine ai premi Oscar.

 

 

013 
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Trial & Error 

Ancora più scemo 

 

 

 

 

Un film di Jonathan Lynn. Con Jeff Daniels, Charlize Theron. Genere Comico, colore 97 minuti. - Produzione USA 1997.
titolo italiano è un trucco per richiamare il famoso Scemo e più scemo con Jim Carrey, che già non era un capolavoro. Questo è un'idiozia quasi vergognosa. Un avvocato dovrebbe difendere una causa ma si ubriaca. A quel punto si dovrebbe ridere.
 

 

014 


Atto di accusa 

 

 

 

 

 

Un film di Giacomo Gentilomo. Con Andrea Checchi, Marcello Mastroianni, Lea Padovani, Karl Ludwig Dahl, Emma Baron, Paolo Ferrara, Michele Malaspina, Alda Mangini, Silvana Muzi, Amilcare Pettinelli. Genere Drammatico, b/n 98 minuti. - Produzione Italia 1950
. Mentre Renato è prigioniero in Russia, Irene lo crede morto e sposa un anziano e ricco avvocato. Finita la guerra Renato torna e i due scoprono di amarsi ancora, ma l'avvocato riesce a farlo accusare di un delitto. Melodramma tiepido di passo blando con attori poco convinti. L. Padovani era una promessa, allora.

 

 

015 

Young Man with Ideas 

Avvocato di me stesso  

 

 

 

 

Un film di Mitchell Leisen. Con Ruth Roman, Glenn Ford. Genere Commedia, b/n 84 minuti. - Produzione USA 1952.
Spinto dall'energica moglie Giulia a dare a Los Angeles gli esami di iscrizione all'albo degli avvocati, Max, placido e poco ambizioso, si trova un po' sbandato, fra tentazioni femminili e incontri con allibratori clandestini. Però l'arresto per ingiusta accusa di complicità con il racket dell'azzardo gli darà modo di dimostrare le sue qualità di avvocato, ottenendo la propria assoluzione.

 

 

016 
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Body of Evidence  

Body of Evidence  

 

 

 

 

Un film di Uli Ledel. Con Anne Archer, Madonna, Willem Dafoe, Joe Mantegna. Genere Drammatico, colore 120 minuti. - Produzione USA 1992.
La bella Rebecca è accusata di aver provocato la morte del suo ricco amante, malato di cuore, con eccessi di sesso e droga. Al processo è difesa dall'ingenuo avvocato Frank Dulaney che s'innamora di lei. Scopiazzatura maldestra di Testimone d'accusa. Erotismo di terza mano. Madonna è una frana, ma anche Dafoe e Mantegna sono al di sotto delle loro capacità. 

 

017 
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Liar Liar 

Bugiardo bugiardo 

 

 

 

 

Un film di Tom Shadyac. Con Jennifer Tilly, Jim Carrey, Amanda Donohoe, Maura Tierney. Genere Commedia, colore 87 minuti. - Produzione USA 1997.
Un bambino (J. Cooper) ha un babbo avvocato (J. Carrey) così bugiardo, e non soltanto a livello professionale, che il giorno del suo quinto compleanno esprime un desiderio: che almeno per ventiquattro ore di fila il paparino dica la verità. Il desiderio è esaudito per magia con conseguenze tremende. Per la prima volta, in questa commedia scritta da Paul Guay e Stephen Mazur, J. Carrey (1962) impersona, senza trucco, una figura della classe media (medioalta per censo) in un intreccio che non è soltanto una catena di gag buffe: “Con un attore comico plastico-mimetico-trasformista... che destruttura il linguaggio e funziona come un cartoon in carne e ossa, la coazione alla verità prende una strada surreale” (Silvio Danese).

 

 

018
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A Few Good Men 

Codice d'onore 

 

 

 

 

Un film di Rob Reiner. Con Demi Moore, Jack Nicholson, Kiefer Sutherland, Tom Cruise, Kevin Bacon. Genere Drammatico, colore 138 minuti. - Produzione USA 1992.
Da una pièce di Aaron Sorkin che l'ha anche adattata. Due marines della base militare USA di Guantánamo a Cuba sono deferiti al tribunale militare per l'omicidio di un commilitone. Studiando la pratica, il trio dei difensori si convince che fu un'applicazione di “codice rosso”, la norma non scritta che impone dure correzioni fisiche ai compagni che sbagliano e che, data la rigida disciplina, non poteva non essere stata autorizzata, anzi ordinata dai superiori. Pur calato nelle convenzioni e negli stereotipi del dramma giudiziario, è un film ammirevole per la sagacia nel dar forma drammaturgica alla problematica morale sui limiti dell'obbedienza, per il disegno dei personaggi, per la capacità di dosare gli ingredienti, i toni, la suspense. J. Nicholson, in 3 scene, rischia di rubare il film a T. Cruise. Bene gli altri, anzi benissimo.

 

 

019 
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Class Action 

Conflitto di classe 

 

 

 

 

Un film di Michael Apted. Con Gene Hackman, Mary Elizabeth Mastrantonio. Genere Drammatico, colore 109 minuti. - Produzione USA 1991.
Padre e figlia, entrambi avvocati, si trovano avversari a San Francisco in una causa tra una multinazionale dell'auto e le vittime delle esplosioni di un modello difettoso. Lui (G. Hackman) è un “radical”, fedele agli ideali di gioventù; lei (M.E. Mastrantonio) è un'ambiziosa al servizio del capitale. Li dividono anche vecchi rancori familiari. Dramma giudiziario come tanti, ma collegato con sottigliezza a un conflitto generazionale e familiare. All'attivo dell'inglese M. Apted (1941) è doveroso riconoscere almeno la direzione degli attori, dei due protagonisti in particolare. Sottovalutato.

 

 

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The Gingerbread Man 

Conflitto di interessi 

 

 

 

 

Un film di Robert Altman. Con Tom Berenger, Robert Duvall, Kenneth Branagh, Daryl Hannah, Embeth Davidtz, Robert Downey Jr.. Genere Drammatico, colore 115 minuti. - Produzione USA 1998.
Savannah (Georgia) un avvocato di successo (K. Branagh) passa un'imprudente notte d'amore con una cameriera (E. Davidtz), si lascia coinvolgere nella vita di lei e negli ambigui rapporti con il padre (R. Duvall), mette a repentaglio reputazione e figli, aggredisce, uccide finché scopre di essere stato usato. Da un soggetto originale di John Grisham, sceneggiato con uno pseudonimo (Al Hayes) dietro il quale probabilmente si nasconde il regista. Storia di una rovinosa deriva, iniziata quasi casualmente, il film s'ingorga e perde tensione nella parte finale dello svelamento, ma rimane degno del sempreverde Altman per le qualità stilistiche di atmosfera (il tifone Geraldo che incombe), descrizione ambientale (il profondo Sud nella fotografia del cinese Changwei Gu), definizione psicologica dei personaggi, rinuncia agli effetti, sotterranea ironia nel raccontare la sproporzione tra causa ed effetti. Il “gingerbread” del titolo è un biscotto allo zenzero che, secondo una filastrocca, fugge per non farsi cucinare e mangiare 

 

021
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Detenuto in attesa di giudizio 

 

 

 

 

 

Un film di Nanni Loy. Con Gianni Bonagura, Alberto Sordi, Lino Banfi, Elga Andersen, Antonio Casagrande, Andrea Aureli, Giuseppe Anatrelli, Mario Pisu, Tano Cimarosa, Gianfranco Barra, Nazzareno Natale, Michele Gammino. Genere Drammatico, colore 102 minuti. - Produzione Italia 1971.
Al rientro in Italia dalla Svezia dove è emigrato, geometra viene fermato al confine e carcerato senza saper perché, per una denuncia di cui era all'oscuro. Passano gli anni, ma questo grottesco carcerario mantiene intatta tutta la sua forza di denuncia polemica, nonostante il bozzettismo di fondo. Sordi in gran forma. Amarissimo. Ideato da Rodolfo Sonego, scritto da Sergio Amidei e Emilio Sanna.

 

 

022
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Last Dance 

Difesa ad oltranza 

 

 

 

 

Un film di Bruce Beresford. Con Sharon Stone, Peter Gallagher, Randy Quaid, Rob Morrow, Jack Thompson. Genere Drammatico, colore 103 minuti. - Produzione USA 1996.
Giovane procuratore s'occupa con zelo della domanda di grazia di una detenuta bianca condannata a morte per duplice omicidio, ma non riesce a salvarla. Il tema è affine a Dead Man Walking, ma – oltre ai difetti di sceneggiatura – il punto debole è proprio il giovane salvatore idealista, mentre la Stone è apprezzabile almeno per la buona volontà
 

 

023
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Skokie 

Diritto di offesa  

 

 

 

 

Un film di Herbert Wise. Con Eli Wallach, Brian Dennehy, George Dzundza, Danny Kaye, John Rubinstein. Genere Drammatico, colore 125 minuti. - Produzione USA 1981.
Nel 1977 a Skokie (Illinois), una piccola comunità di sopravvissuti europei alla Shoah deve far fronte a un gruppo neonazista di Chicago che vuole tenere una manifestazione nelle vie della città. Scritto da Ernst Kinoy, fa capo a Max (D. Kaye), uno dei sopravvissuti, che decide di battersi per far vietare la manifestazione, contrariamente alla moglie che preferirebbe non vedere niente e andarsene. Fa capo anche a Voltaire e all'antico dibattito sulla libertà democratica di pensiero, impersonato da un giovane avvocato ebreo che difende un neonazista, appellandosi al 1° emendamento e alle libertà fondamentali dell'individuo. Oltre all'interesse del cast di illustri attori, è un film TV di qualità superiore alla media, ispirato a un fatto vero.

 

 

024
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Jagged Edge 

Doppio taglio 

 

 

 

 

Un film di Richard Marquand. Con Glenn Close, Jeff Bridges, Peter Coyote. Genere Drammatico, colore 108 minuti. - Produzione USA 1985.
Feroce duplice assassinio che sembra commesso da uno psicopatico. Le vittime sono una donna ricchissima e la sua cameriera. Il sospettato è il marito della prima. La difesa è affidata a un'avvocatessa che si innamora di lui. Il film è costruito sul principio delle scatole cinesi e l'efficacia del racconto è fuori discussione. Ma il ricorso agli stereotipi nella parte giudiziaria stucca. La Close è il solo personaggio a tre dimensioni. Scritto da Joe Eszterhas.

 

 

025
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Erin Brockovich 

Erin Brockovich 

 

 

 

 

Un film di Steven Soderbergh. Con Julia Roberts, Albert Finney, Aaron Eckhart, Marg Helgenberger. Genere Commedia, colore 130 minuti. - Produzione USA 2000.
Storia vera di una madre trentenne di tre figliolini, nubile dopo due divorzi, che, segretaria precaria di uno studio legale a Los Angeles – spinta da curiosità, intraprendenza e senso della giustizia – indaga sulla Pacific and Gas Company che ha contaminato le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti. Sostenuta dal suo principale, vince la battaglia legale, ottenendo per i 260 querelanti indennizzi per 330 milioni di dollari (e un assegno di 2 milioni per sé). Pur essendo un finto film di denuncia (cautela+furbizia), la commedia, scritta da Susannah Grant, è un agile, spiritoso, pimpante veicolo al servizio di una J. Roberts (che ha preso anche l'Oscar) sgallettata in gran forma che non demerita i 20 milioni di dollari di salario, come campionessa mondiale della stagione 1999-2000 con 3 film (oltre gli 80 miliardi di incassi soltanto in Italia). I meriti vanno suddivisi anche tra l'istrionismo ben temperato di A. Finney e il costumista Jeffrey Kurland (minigonne mozzafiato, gilet di pelle, wonderbra per tette usate come arma impropria, tacchi vertiginosi, tutto poco chic e molto Kitsch), senza trascurare A. Eckhart nella parte di un moderno principe azzurro come ogni donna sopra i 30 anni dei due emisferi sogna di trovare. La vera Erin Brockovich appare in veste di cameriera.

 

 

026
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Généalogies d'un crime 

Genealogia di un crimine  

 

 

 

 

Un film di Raoul Ruiz. Con Catherine Deneuve, Michel Piccoli, Melvil Poupaud. Genere Drammatico, colore 113 minuti. - Produzione Francia 1997.
Poco dopo la morte del proprio figlio, Solange (C. Deneuve) assume la difesa del giovane René (M. Poupaud), accusato dell'omicidio della zia Jeanne che l'aveva in cura anche come psicoanalista. Riesce a farlo assolvere e va a vivere con lui finché, scoperte le sue tendenze criminali, lo sopprime, confermando una cinese profezia iniziale fondata sulla reincarnazione. È il 97° film di Ruiz (1941), eccentrico e cosmopolita giocoliere della cinepresa di origine cilena, e il 2° - dopo Tre vite e una sola morte (1995) - che trova una distribuzione in Italia, grazie al cast e a un Orso d'argento a Berlino. La vicenda è ispirata a quella vera della psicoanalista Hermine Hellmut van Hug che, a Vienna prima della seconda guerra mondiale, fu uccisa da un nipote di cui per molti anni aveva studiato carattere e comportamenti. Voleva provare la teoria secondo la quale la personalità di un individuo è già irrimediabilmente formata nella prima infanzia. Su una sceneggiatura scritta con Pascal Bonitzer, Ruiz ha fatto “... forse il suo film più limpido, logico e rigoroso, pur conservando il fascino proliferante, vagabondo, esoterico dei mondi ruiziani” (Thierry Jousse). È un labirintico e vertiginoso gioco degli specchi che tende a provare due ipotesi complementari: a) esiste un numero n - dunque, finito - di storie possibili, ripercorribili a ritroso sulle tracce delle matrici (genealogie) che le hanno generate; b) gli uomini - come dice nel film l'etnopsicologo Corail (A. Seweryn) - credono di vivere delle storie, ma in realtà sono le storie che possiedono gli uomini.

 

 

027 

A Seduction in Travis County 

Giudizio al buio 

 

 

 

 

Un film di George Kaczender. Con Peter Coyote, Lesley-Ann Warren, Jean Smart. Genere Drammatico, colore 88 minuti. - Produzione USA 1991.
Un'attrazione davvero fatale per un povero avvocato la cui cliente, imputata di uxoricidio, lo corteggia fino a uccidergli la moglie e ad accusarlo, poi, di essere il mandante. Discreti interpreti per un dramma giudiziario greve, grigio, senza grinta.

 

 

028
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Justice est faite 

Giustizia è fatta 

 

 

 

 

Un film di André Cayatte. Con Claude Nollier, Valentine Tessier, Michel Auclair, Antoine Balpêtré, Dita Parlo. Genere Drammatico, b/n 105 minuti. - Produzione Francia 1950.
Eeutanasia o delitto d'interesse la colpa di Elsa Lundenstein? Una giuria popolare di Versailles deve decidere. Il 1° e il più famoso dei film “giudiziari” dell'avvocato Cayatte. Leone d'oro alla Mostra di Venezia 1950 dove fu premiato per la tesi di base (la relatività della giustizia) e la brillante sceneggiatura di C. Spaak (83 personaggi) più che per i suoi meriti intrinseci. Tra i giurati spiccano N. Roquevert e M. Pérès.
 

 

029 
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High Crimes 

High Crimes - Crimini di stato 

 

 

 

 

Un film di Carl Franklin. Con Morgan Freeman, Ashley Judd, Adam Scott, Amanda Peet. Genere Drammatico, colore 115 minuti. - Produzione USA 2002.
La giustizia militare sta alla giustizia come la musica militare sta alla musica”. Questa battuta polemica fa da perno alla storia di una giovane, coraggiosa e competente penalista di San Francisco che si trova a difendere il marito, accusato di avere ucciso nove civili nel 1988 durante un'azione di controguerriglia nel Salvador. Convinta che l'amato coniuge sia stato scelto come capro espiatorio della strage, la penalista si fa aiutare nelle indagini da un ex avvocato afroamericano dell'esercito, incline all'alcol. Colpo di scena finale, ma non per lo spettatore “giallista”, attento a cogliere gli indizi seminati lungo il percorso. Da un romanzo di Joseph Finder, sceneggiato da Yuri Zeltser e Cary Bickely, marito e moglie, il 4° film dell'afroamericano C. Franklin (tra i produttori sua moglie Jesse B' Franklin) ne conferma la capacità di innervare un thriller di azione col disegno psicologico dei personaggi, almeno fin quando la sceneggiatura glielo permette. Sarebbe ingiusto e ingeneroso squalificarlo per una conclusione che in apparenza contraddice il sagace discorso critico sul sistema militare. Finalmente alle prese con un personaggio scritto bene, A. Judd dà al film l'acqua della vita.
 

 

030
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Swing vote 

I confini della legge 

 

 

 

 

Un film di David Anspaugh, con Andy Garcia, Harry Belafonte, Usa, 1999, 96'
Il giovane avvocato Joseph Kirkland (Garcia) viene chiamato a sostituire nella Corte Suprema di Giustizia degli Stati Uniti uno dei membri principali. Come primo caso troverà quello di una donna condannata dallo Stato dell'Alabama per aver interrotto volontariamente la gravidanza. Dovrà affrontare una serie di problemi legati alla morale e alla etica dell'aborto.

 

 

031
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To Kill a Mockingbird 

Il buio oltre la siepe 

 

 

 

 

Un film di Robert Mulligan. Con Frank Overton, Gregory Peck, Paul Fix, Brock Peters, Mary Badham, Robert Duvall. Genere Drammatico, b/n 129 minuti. - Produzione USA 1962
.Alabama, 1932. Atticus Finch, avvocato progressista, difende e dimostra l'innocenza di Tom Robinson (B. Peters), giovane nero accusato di aver stuprato una ragazza bianca. La giuria popolare non ne tiene conto. Il condannato evade, un secondino lo sopprime. L'agricoltore razzista che aveva denunciato Robinson assale i due figli di Finch, ma è ucciso da Boo Radley, malato di mente, vicino di casa (oltre la siepe) dei Finch. Dal romanzo d'esordio (1960) di Nelle Harper Lee, premio Pulitzer, sceneggiato da Horton Foote che accosta con sagacia il tema dell'intolleranza razziale con gli incubi dell'infanzia, un film coraggioso – il 6° di R. Mulligan – e fine nel disegno psicologico dei personaggi. Ritmo incalzante e un'ottima descrizione del profondo Sud. 7 nomination agli Oscar. Ne vinse 3: attore (G. Peck), sceneggiatura (H. Foote), scenografia (A. Golitzen, Henry Burnstead, O. Emert). Fotografia: Russel Harlan. Musica: Elmer Bernstein. 1° film di Robert Duvall.

 

 

032
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Penthouse 

Il Caso dell'Avvocato Durant  

 

 

 

 

Un film di Woody Van Dyke. Con Warner Baxter, Myrna Loy. Genere Commedia, b/n 100 minuti. - Produzione USA 1933.
Myrna Loy interpreta il ruolo di un'artista di varietà dall'animo onesto, che aiuta l'avvocato Durant in un'inchiesta. Durant deve difendere il fidanzato della sua ex ragazza da un'ingiusta accusa di assassinio: ci riesce bene e al suo vecchio amore decide di preferire la nuova e coraggiosa amica.

 

 

033
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The Paradine Case 

Il caso Paradine 

 

 

 

 

Un film di Alfred Hitchcock. Con Gregory Peck, Charles Laughton, Ann Todd, Alida Valli, Ethel Barrymore, Charles Coburn, Louis Jourdan, Leo G. Carroll, Joan Tetzel, Isobel Elsom. Genere Giallo, b/n 116 minuti. - Produzione USA 1947.
La bella Mrs. Paradine è accusata di uxoricidio. Il suo difensore, pur sposato, s'innamora di lei che lo convince della propria innocenza. Film (cast compreso) voluto dal produttore D.O. Selznick che Hitchcock diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. In origine gli interpreti dovevano essere Laurence Olivier, Greta Garbo e Robert Newton nella parte di L. Jourdan. Qui C. Laughton fa la corsa da solo.

 

 

034
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Il caso Winslow  

 

 

 

 

Un film di David Mamet. Con Gemma Jones, Nigel Hawthorne, Rebecca Pidgeon, Jeremy Northam. Genere Drammatico, colore 112 minuti. - Produzione USA 1999.
Ispirato a un fatto vero che fece scalpore nell'Inghilterra del 1911 e da cui nel 1946 il commediografo Terence Rattigan (1911-77) trasse un dramma di successo, trasposto in film due anni dopo (Tutto mi accusa). Ronnie Winslow (G. Edwards), allievo del Royal Naval College, viene espulso con l'accusa di aver rubato un vaglia postale di cinque scellini. Convinto della sua innocenza, il padre banchiere (N. Hawthorne) assume un grande avvocato (J. Northam) per difenderlo contro la Corona, a costo di una notorietà indesiderata. Commediografo prima che sceneggiatore e regista, l'americano D. Mamet (1947) si cimenta per la prima volta con un copione altrui. Dirige bene gli attori, tutti bravi o bravissimi, benché poco noti o sconosciuti; segue fedelmente il testo di Rattigan, sottolineando come, più che l'onore familiare, sia in giuoco una questione di civiltà giuridica (“Che i diritti prevalgano”), ma ne prende le distanze. La lettura ottimistica che suggerisce la conclusione della vicenda è messa in dubbio, e rimane nel fondo il margine di un'ambiguità che a Mamet è cara: è Ronnie veramente innocente?

 

 

035
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The Client 

Il cliente 

 

 

 

 

Un film di Joel Schumacher. Con Susan Sarandon, Anthony LaPaglia, Tommy Lee Jones, J.T. Walsh, Brad Renfro. Genere Drammatico, colore 122 minuti. - Produzione USA 1994.
Dal best seller (1993) di John Grisham. Avvocatessa di grinta e capelli rossi con passato da alcolista tiene in scacco giudice federale, assumendo gratis la difesa di ragazzino testimone di un suicidio dai risvolti rischiosi, minacciato da mafiosi che vorrebbero eliminarlo. J. Schumacher è un regista di seconda fila incapace di salvare un copione inetto. Il risultato qui è un film falso e manierato, qua e là insensato, inverosimile. Per fortuna sua c'è S. Sarandon che, al pari di T.L. Jones, inietta una piccola dose d'umorismo nel suo personaggio.

 

 

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Physical Evidence 

Il corpo del reato 

 

 

 

 

Un film di Michael Crichton. Con Ned Beatty, Burt Reynolds, Theresa Russell. Genere Poliziesco, colore 99 minuti. - Produzione USA 1989.
Poliziotto, sospeso dal servizio perché sospettato dell'omicidio di un boss della malavita, ha la fortuna di trovare per difensore un'avvocata battagliera. Trama senza nerbo, personaggi convenzionali, finale contorto. Il peggior film dello scrittore M. Crichton.

 

 

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Le Juge et l'Assassin 

Il giudice e l'assassino  

 

 

 

 

Un film di Bertrand Tavernier. Con Isabelle Huppert, Jean-Claude Brialy, Philippe Noiret, Michel Galabru, Renée Faure, Cécile Vassort, Yves Robert, Jean-Roger Caussimon, Jean Bretonnière, Monique Chaumette, François Dyreck, Liza Braconnier, Arlette Bonnard, Jean Amos, Gilbert Bahon, René Morard, Henri Vart, Jean-Claude de Gorros, Eddy Ross, Aude Landry, Jean-Pierre Leroux, Michel Fortin, Maurice Jacquemont, Catherine Verlor, Jean-Pierre Sentie, Jean-Marie Galley, Gérard Jugnot, Gilles Dyreck, Antoine Baud, Antoine Azzola, Philippe Sarde, Jean-François Gondré, Richard Hendry, Christine Pascal, Didier Haudepin. Genere Drammatico, colore 130 minuti. - Produzione Francia 1976.
Alla fine dell'Ottocento un pazzo, Joseph Bouvier, evaso dal manicomio, s'incammina verso Lourdes, alternando crisi mistiche con atti sadici e omicidi. 3° film dell'ex critico B. Tavernier, è un racconto solido, sostenuto da un linguaggio raffinato, con ottimi attori, che sviluppa un discorso critico su giustizia e repressione nella società borghese. M. Galabru premiato con il César 1976.

 

 

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Il giudice ragazzino 

 

 

 

 

 

Un film di Alessandro Di Robilant. Con Sabrina Ferilli, Renato Carpentieri, Giulio Scarpati, Regina Bianchi, Ileana Rigano, Ninni Bruschetta, Giacinto Ferro, Salvatore Puntillo. Genere Drammatico, colore 100 minuti. - Produzione Italia 1993.
Il 21 settembre 1990 sulla superstrada Canicattì-Agrigento morì, in un agguato mafioso, il giudice Rosario Livatino. Aveva 38 anni. Ispirato a un libro di Nando Dalla Chiesa (il titolo è preso da un'irridente e incauta locuzione del presidente della Repubblica Cossiga) che analizza il perverso intreccio tra politica, affari e criminalità in Sicilia e la funzione di supplenza che una parte della magistratura ha svolto nei confronti del potere politico, inefficiente o corrotto. Con qualche invenzione romanzesca e alcune semplificazioni narrative, il film – scritto dal regista con Ugo Pirro e Andrea Purgatori – ne segue la falsariga quasi in punta di piedi, riuscendo a suggerire con finezza l'atmosfera impalpabile e intossicata della mafia quotidiana.
 

 

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The Juror 

Il giurato 

 

 

 

 

Un film di Brian Gibson. Con Demi Moore, Alec Baldwin, Tony Lo Bianco, Joseph Gordon-Levitt. Genere Thriller, colore 116 minuti. - Produzione USA 1996.
Il “Maestro”, eminenza grigia di un boss mafioso indiziato di duplice omicidio, individua in una bella scultrice con figlioletto il giurato da “lavorarsi” per ottenere un verdetto di assoluzione, influenzando i colleghi della giuria popolare al processo. Tratto da un romanzo di George Dawes Green, è un thriller sul crudele rapporto tra vittima e carnefice, travestito da dramma giudiziario. Il tema centrale è la paura: come ottenere il controllo di una persona attraverso il terrore. È un PIF (Prodotto Industriale di Finzione) di mediocre levatura che prende ritmo solo verso la conclusione 

 

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Storyville 

Il mistero di Storyville 

 

 

 

 

Un film di Mark Frost. Con Joanne Whalley-Kilmer, Jason Robards, Charlotte Lewis, James Spader, Michael Warren. Genere Drammatico, colore 112 (101) minuti. - Produzione USA 1992.
Giovane e rampante avvocato della Louisiana, candidato alle elezioni per il Congresso, scopre qualche scheletro negli armadi di famiglia che potrebbe rovinargli la carriera politica. Una bella squadra di attori per un melodramma intorcinato che straripa di ingredienti a sensazione sulla scia di Dynasty. Arrivato in Italia soltanto in TV con qualche taglio 

 

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Reversal of Fortune 

Il mistero von Bulow 

 

 

 

 

Un film di Barbet Schroeder. Con Glenn Close, Jeremy Irons, Ron Silver. Genere Drammatico, colore 120 minuti. - Produzione USA 1990.
Ex playboy britannico di nascita danese, Claus von Bulow (J. Irons) sposa nel 1966 ricchissima americana (G. Close) che, nel 1980 entra in coma irreversibile. Condannato per uxoricidio, ricorre e ottiene l'assoluzione due anni dopo grazie a un brillante avvocato difensore (R. Silver). Ispirato a un fatto vero e basato su un libro di Alan Dershowitz, adattato da Nicholas Kazan, appoggiato alla fotografia di Luciano Tovoli e ai costumi di Milena Canonero, è un film elegante e algido che ha, in fondo, soltanto due meriti: l'interpretazione “fredda” di Irons, premiata con un Oscar, e l'insolita costruzione, fondata sull'ambiguità, del meccanismo processuale 

 

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A Time to Kill 

Il momento di uccidere 

 

 

 

 

Un film di Joel Schumacher. Con Sandra Bullock, Matthew McConaughey, Samuel L. Jackson, Kevin Spacey, Chris Cooper. Genere Drammatico, colore 149 minuti. - Produzione USA 1996.
Dal romanzo di John Grisham. Nel Mississippi due balordi bianchi razzisti violentano una bambina nera di dieci anni. Il padre, uomo pio, li uccide davanti a tutti. Aiutato da una bella assistente e da un ex avvocato con qualche scheletro nell'armadio, un giovane avvocato bianco cerca di evitargli la condanna a morte. Trionfa il Bene, ma quale? Provate a indovinare. Film subdolo, costruito secondo gli schemi classici del dramma giudiziario (ma con attori mediocri e pesanti lungaggini), che sfocia in un'arringa finale ai limiti dell'indecenza. Si perde di vista il problema centrale: che è sbagliato sia condannare a morte sia assolvere un pluriomicida che s'è fatto giustizia da solo.

 

 

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Le procès 

Il processo 

 

 

 

 

Un film di Orson Welles. Con Anthony Perkins, Elsa Martinelli, Jeanne Moreau, Orson Welles, Romy Schneider, Arnoldo Foà. Genere Drammatico, b/n 130 (110) minuti. - Produzione Francia, Italia 1962.
Josef K., giovane impiegato di banca, apprende di essere accusato davanti a un misterioso tribunale, ma non sa perché: non gli si dice quale sia il capo d'imputazione. Tiepidamente valutato dalla critica USA, esaltato da una parte di quella europea, è una sconvolgente, geniale, visionaria versione del famoso romanzo (1914-15, edito nel 1924) di Kafka, girata in Iugoslavia e a Parigi (la Gare d'Orsay in disarmo) e ambientata ai giorni nostri. Welles rilegge Kafka, e ne fa un film di grande potenza barocca sulla civiltà delle macchine, sull'uomo-massa e sulla crisi d'identità, risolvendo la vicenda con una esplosione atomica. Il prologo animato è di Alexandre Alexeieff e Claire Parker.


 

 

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Procés de Jeanne d'Arc 

Il processo di Giovanna d'Arco 

 

 

 

 

Giovanna d'Arco è prigioniera da molti mesi, in una cella del castello di Rouen. Il film ne segue il processo, la condanna a morte e l'esecuzione sulla base dei testi dell'epoca, delle cronache minuziose degli eventi. L'imputata si ritrova progressivamente smarrita in un labirinto fatto di burocrazia e di malevola persecuzione, al termine del quale l'attende la sconfitta ineluttabile. Bresson non cerca la ricostruzione storica, ma vuole mostrare come l'ingenua sensibilità di Giovanna possa aprire le porte di un mondo misterioso, chiuse per la maggior parte delle persone.  

 

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Il processo di Verona 

 

 

 

 

Un film di Carlo Lizzani. Con Giorgio De Lullo, Frank Wolff, Vivi Gioi, Silvana Mangano, Salvo Randone, Ivo Garrani, Andrea Checchi, Guido Celano, Claudio Gora, Filippo Scelzo, Edoardo Toniolo, Tino Bianchi, Carlo D'Angelo, Andrea Bosic, Umberto Raho, Mario Milita, Umberto D'Orsi, Françoise Prévost, Henri Serre. Genere Storico, b/n 120 (95) minuti. - Produzione Italia 1963.
Dal 25 luglio 1943 al processo di Verona nel 1944 durante la Repubblica Sociale Italiana: i gerarchi fascisti che votarono l'ordine del giorno Grandi nella seduta del Gran Consiglio vengono processati. Imputato n. 1 è Galeazzo Ciano, genero di B. Mussolini, che, nonostante l'intervento di sua moglie Edda, viene condannato a morte e fucilato con gli altri. Su sceneggiatura di Ugo Pirro, Lizzani rievoca i foschi avvenimenti in chiave di dramma di corte, cercando di analizzare in profondità l'agonia feroce del regime fascista. Ottima la sequenza della fucilazione senza colonna sonora. Mangano e Wolff sono OK.

 

 

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The Pelican Brief 

Il rapporto Pelican 

 

 

 

 

Un film di Alan J. Pakula. Con Julia Roberts, John Lithgow, Denzel Washington, Sam Sherpard. Genere Thriller, colore 141 minuti. - Produzione USA 1993.
Una studentessa di legge formula una teoria sulla morte violenta di due giudici della Corte suprema: il mandante degli omicidi potrebbe essere un potente industriale che aveva finanziato la campagna elettorale del presidente in carica degli Stati Uniti. Il rapporto finisce nelle mani dell'FBI: la studentessa va eliminata. Solo con l'aiuto di un giornalista nero la bella riesce a sopravvivere. Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di John Grisham 

 

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The Firm 

Il socio 

 

 

 

 

Un film di Sydney Pollack. Con Holly Hunter, Gene Hackman, Ed Harris, Hal Holbrook, Tom Cruise, Jeanne Tripplehorn. Genere Drammatico, colore 154 minuti. - Produzione USA 1993.
Dal romanzo (1991) di John Grisham. Neolaureato con lode all'università di Harvard, Mitch McDeere è assunto con uno stipendio favoloso da una società di Memphis che, in cambio, gli chiede assoluta dedizione. Scopre presto che è una copertura di loschi traffici di denaro sporco e omicidi per conto della mafia di Chicago. Preso in mezzo tra gli agenti del governo che indagano e le minacce del suo boss, Mitch risolve brillantemente la situazione, incastrando la società e recuperando la moglie che rischiava di perdere. Thriller gonfiato, film d'azione senza spessore, un finale addomesticato rispetto a Grisham? Tutto vero. Sceneggiato da David Rabe, Robert Towne e David Rayfiel, vecchio collaboratore di S. Pollack, può essere letto anche come una parabola sul passaggio dalla vita giovanile a quella adulta, la storia melodrammatica di un amore messo a repentaglio dai ritmi e dagli schemi del mondo.

 

 

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Le témoin 

Il testimone 

 

 

 

 

Un film di Jean-Pierre Mocky. Con Alberto Sordi, Philippe Noiret, Roland Dubillard, Jacques Stany, Clara Algranti, Loris Zanchi, Consuelo Ferrara, Gisèle Préville, Paul Crauchet, Henri Attal. Genere Giallo, colore 106 minuti. - Produzione Italia, Francia 1978.
Un pittore romano, arrivato a Reims per restaurare i dipinti di una cattedrale, è testimone di un delitto commesso dal suo amico e mecenate che, in condizioni di raptus erotico, strangola una ragazzina. Il restauratore è accusato dell'omicidio. Ucciso per errore il vero colpevole dal padre della vittima, è processato e condannato a morte. Scucito nella costruzione narrativa, ingaglioffito da parecchie contraddizioni, ora raffinato, ora sbadato, antiborghese con virulenza, impietoso nella denuncia del sistema giudiziario, il film s'affida alla bravura dei due protagonisti: bravo A. Sordi, eccellente P. Noiret. Sceneggiato da S. Amidei, R. Sonego e Augusto Carminito da un romanzo di Harrison Judd. Titolo francese: Le Témoin.

 

 

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The Verdict 

Il verdetto 

 

 

 

 

Un film di Sidney Lumet. Con James Mason, Charlotte Rampling, Paul Newman. Genere Drammatico, colore 129 minuti. - Produzione USA 1982.
Avvocaticchio di Boston, che annega nell'alcol i dispiaceri privati e gli insuccessi professionali, difende i diritti di una povera donna che, operata nel principale ospedale cattolico della città, è entrata da quattro anni in coma permanente per uno sbaglio nell'anestesia. Pur condotta con abilità e un uso accorto della suspense che porta lo spettatore a fare il tifo per il protagonista, la storia – tratta da un romanzo di Barry Reed – risulta qua e là improbabile, ma è riscattata da una puntigliosa rievocazione ambientale. 5 nomination ai premi Oscar tra cui quella per la sceneggiatura di David Mamet.

 

 

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Trial by Jury 

Il verdetto della paura 

 

 

 

 

Un film di Heywood Gould. Con Armand Assante, William Hurt, Joanne Whalley-Kilmer, Gabriel Byrne. Genere Drammatico, colore 92 minuti. - Produzione USA 1994.
Ricattata da un sicario della mafia italo-americana, la componente di una giuria popolare convince gli altri ad assolvere l'imputato. Ottenuto quel che voleva, il boss ordina di eliminarla, ma ha fatto i conti senza l'oste. Melodramma giudiziario qua e là efficace, ma più spesso detestabile per la rozzezza degli effetti, il velleitarismo nell'affrontare il tema del rapporto vittima-carnefice, la convenzionale schematicità dei personaggi, pur affidati, nel reparto maschile, al trio dei bravi Assante-Byrne-Hurt.

 

 

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In nome del popolo italiano 

 

 

 

 

 

Un film di Dino Risi. Con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Yvonne Furneaux, Renato Baldini, Ely Galleani, Michele Cimarosa, Checco Durante, Pietro Tordi, Pietro Ceccarelli, Franco Angrisano, Simonetta Stefanelli, Paolo Paoloni, Mario Maranzana. Genere Commedia, colore 103 minuti. - Produzione Italia 1971.
Giudice integerrimo e moralista sospetta industriale fascistoide brillante e senza scrupoli, della morte di una tossicomane. Un diario gli rivela l'innocenza dell'incriminato. Distrugge la prova e lo rinvia a giudizio. Sceneggiato con acre moralismo da Age & Scarpelli e diretto da D. Risi con graffiante immediatezza, è una delle più pungenti commedie italiane dei '70. Formidabile duetto di due mattatori: U. Tognazzi in sordina, V. Gassman grottesco 

 

052
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In nome della legge 

 

 

 

 

 

Un film di Pietro Germi. Con Massimo Girotti, Jone Solinas, Camillo Mastrocinque, Charles Vanel, Turi Pandolfini, Peppino Spadaro, Jone Salinas, Saro Urzì, Ignazio Balsamo, Saro Arcidiacono. Genere Drammatico, b/n 99 minuti. - Produzione Italia 1949.
Pretore settentrionale in Sicilia si trova in conflitto con un potente latifondista. Lo aiutano, vincendo l'omertà e la paura, la popolazione locale e persino un capomafia. La Sicilia e la mafia (quella di vecchio stampo) raccontata (e mitizzata) dal giovane P. Germi tenendo d'occhio i western di John Ford. Vigoroso, qua e là affascinante film d'azione anche se sociologicamente poco attendibile. Tratto dal romanzo Piccola pretura del magistrato Giuseppe Guido Lo Schiavo. Tra gli sceneggiatori Fellini e Monicelli. Neorealista? Sì, forse, comunque romantico e con ambizioni e struttura da romanzo. Anticipa il filone del cinema civile degli anni '60. Il primo western del cinema italiano postbellico. Nastri d'argento per M. Girotti e S. Urzì. Premio speciale per P. Germi.

 

 

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The Insider 

Insider - Dietro la verità 

 

 

 

 

Un film di Michael Mann. Con Al Pacino, Diane Venora, Russell Crowe, Linsday Crouse, Christopher Plummer, Gina Gershon, Stephen Tobolowsky, Michael Gambon. Genere Drammatico, colore 157 minuti. - Produzione USA 1999.
New York 1995. Lowell Bergman (A. Pacino), responsabile del popolare programma giornalistico “60 Minutes” della CBS, convince lo scienziato Jeffrey Wigand (R. Crowe), licenziato dalla Brown & Williamson Tobacco Corp., a rivelare che i suoi datori di lavoro aggiungono additivi chimici alle sigarette per rafforzare l'assuefazione al fumo. La CBS è sottoposta a forti pressioni, ma la trasmissione va in onda. Per Wigand il costo è alto: pace, sicurezza economica, matrimonio. I fatti sono veri, e diedero inizio a un'indagine che alle multinazionali del tabacco costò sanzioni da parte di 50 Stati, per un totale di 256 miliardi di dollari. Ispirato a un articolo (The Man Who Knew Too Much) di Marie Brenner per Vanity Fair, la sceneggiatura è del regista e di Eric Roth (Forrest Gump). Fin troppo ambizioso, è l'8° film di M. Mann (1943), viziato da lungaggini, talvolta indeciso e troppo simmetrico nell'alternare i 2 bersagli (lo scandalo del tabacco o la libertà d'informazione TV, condizionata dai poteri economici?), tenuto “in uno stato di costante fibrillazione, come in una suspense che ci si sforza di tirare allo spasimo per due ore e mezzo” (Paolo Cherchi Usai). Affetto da gigantismo, è un thriller politico in forma di cinema da camera in cui il coprotagonista (ottimo R. Crowe come Wigand) è più interessante del protagonista (l'appassionato e monocorde A. Pacino). Bella galleria di personaggi di contorno e un po' congestionato nel suo eccitato ritmo di montaggio. Non una sigaretta accesa in tutto il film. 7 candidature agli Oscar e nemmeno una statuetta nell'anno di American Beauty.


 

 

054
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Changing Lanes 

Ipotesi di reato 

 

 

 

 

Un film di Roger Michell. Con Ben Affleck, Samuel L. Jackson, Toni Collette, Sydney Pollack, William Hurt. Genere Drammatico, colore 100 minuti. - Produzione USA 2002.
Un giovane avvocato bianco e rampante e un assicuratore nero, ex alcolizzato e da poco divorziato, si conoscono a causa di un banale incidente stradale che nel giro convulso di una giornata cambia la vita a entrambi. Nel frattempo si sono fatti la guerra senza badare ai mezzi. Su una sceneggiatura tematicamente ambiziosa e drammaturgicamente ben strutturata (con qualche smagliatura) di Chap Taylor e Michael Tolkin, il sudafricano R. Michell (1957), reduce dal successo di Notting Hill (1999), ha diretto con competenza e attenzione alle sfumature psicologiche un thriller insolito nel panorama della Hollywood del primo 2000, al servizio di un ottimo S.L. Jackson e di un B. Affleck superiore alla (sua) media. Il tiro al bersaglio contro l'avidità e la corruzione degli avvocati, una delle corporazioni più odiate (o disprezzate?) degli States, non è nuovo, ma lo è il modo con cui è sviluppato il tema del “fa' la cosa giusta”. Nonostante il finale edificante, convince la logica implacabile nella descrizione della matta bestialità radicata nel legno storto dell'umanità. Il titolo originale significa cambio di corsia; cretino quello italiano.

 

 

055 
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Jade 

Jade 

 

 

 

 

Un film di William Friedkin. Con Richard Crenna, David Caruso, Chazz Palminteri, Linda Fiorentino, Michael Biehn. Genere Giallo, colore 101 minuti. - Produzione USA 1995.
Chi ha ucciso, nella sua lussuosa villa-museo di San Francisco, un ricco esperto d'arte e di deboscia? Durante le indagini, un procuratore distrettuale scopre che la vittima teneva in cassaforte fotografie compromettenti per il governatore della California e che nell'efferato delitto c'è lo zampino di un amico. O di un'amica? Tra scene di congressi carnali perversi e spunti più o meno ironici sull'ipocrisia dell'alta borghesia, il discontinuo Friedkin inserisce sequenze del suo efficiente manierismo tecnico. Scritto dallo strapagato Joe Eszterhas (Basic Instinct).

 

 

056
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Jerry Maguire 

Jerry Maguire 

 

 

 

 

Un film di Cameron Crowe. Con Renée Zellweger, Tom Cruise, Cuba Gooding Jr., Kelly Preston, Jerry O'Connell, Jay Mohr, Bonnie Hunt, Regina King, Jonathan Lipnicki, Todd Louiso, Mark Pellington, Jeremy Suarez, Jared Jussim, Benjamin Kimball Smith, Ingrid Beer, Lucy Liu. Genere Sentimentale, colore 138 minuti. - Produzione USA 1996.
Rampante procuratore sportivo, Maguire (Cruise), colto da un raptus etico di cattiva coscienza scopre che il denaro non è tutto nella vita e ne fa una relazione per i colleghi e i superiori. Lo licenziano. Riparte da zero, con un solo cliente, un giocatore nero di football (Gooding) seguito da una ragioniera, giovane vedova con figlioletto a carico. Torna al successo e sposa la vedovella. La prolissa sceneggiatura è un capolavoro di romanticismo ruffianesco, politicamente corretto nei minimi particolari. Con una recitazione sciamanica ridotta alla dentatura, Cruise puntava all'Oscar, ma nell'anno di Il paziente inglese al suo posto fu premiato come non protagonista C. Gooding Jr 

 

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JFK 

JFK - Un caso ancora aperto 

 

 

 

 

Un film di Oliver Stone. Con Kevin Bacon, Jack Lemmon, Donald Sutherland, Sissy Spacek, Gary Oldman, Kevin Costner, Tommy Lee Jones, Edward Asner, Walter Matthau, Sally Kirkland, John Candy, Tomas Milian, Frank Whaley, Pruitt Taylor Vince. Genere Storico, colore 188 minuti. - Produzione USA 1991.
Con 124 attori. Secondo una indagine alla fine degli anni '80 il 73% degli americani erano convinti che all'origine dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, sparato il 22 novembre 1963 nella Dealy Plaza di Dallas (Texas), c'era un complotto e che la conclusione cui nel 1964 arrivò la Commissione Warren (Lee Harvey Oswald esecutore unico) è insostenibile. È la tesi che sostiene Stone, basandosi sul libro Il complotto che uccise Kennedy, arrivando a implicare le responsabilità, almeno indirette, del governo e della CIA. Kennedy fu eliminato perché voleva sganciare gli Stati Uniti dalla guerra del Vietnam con gravi danni alle industrie nazionali che dall'economia di guerra traevano immensi benefici. Non è semplicemente un film a tesi con toni giornalistici e oratori, è anche una crociata, nella speranza di far riaprire il caso Kennedy. “Si può sparare a un film. Ma se è potente come JFK, non si può ucciderlo” (Richard Corliss, critico del Time). 8 nomination ai premi Oscar e 2 statuette: fotografia (Robert Richardson), montaggio (Joe Hutshing, Pietro Scalia).

 

 

058
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Ghosts of Mississippi 

L' agguato 

 

 

 

 

Un film di Rob Reiner. Con Craig T. Nelson, Whoopi Goldberg, James Woods, Diane Ladd. Genere Drammatico, colore 126 minuti. - Produzione USA 1996.
Il 2 giugno 1963 a Jackson (Mississippi) un fanatico del Klan uccide il nero Medgar Evers, attivista per i diritti civili. Processato e assolto. Nel 1989 la vedova chiede e ottiene da un giovane procuratore legale che il caso sia riaperto. Nel 1994 si arriva a una condanna all'ergastolo. È sempre difficile fare un film di impegno civile che funzioni a tutti i livelli. A Hollywood è quasi impossibile. Invece di usare un dramma reale per fare del cinema, R. Reiner (su sceneggiatura di Lewis Colick) ha scelto di usare il cinema per fare la storia. Ne è uscito un film sobrio, ripetitivo, prevedibile fino alla noia, a mezza strada tra rigore e spettacolo. C'è anche qualche errore tra cui, imperdonabile, la scelta dell'inespressivo A. Baldwin per la parte del procuratore.

 

 

059
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One Hot Summer Night 

La calda notte dell'assassino 

 

 

 

 

Arthur Brooks è un uomo d'affari multi milionario che è abituato a ottenere tutto quello che vuole. Quando incontra Kelly, una donna dalla bellezza mozzafiato che lavora in uno dei suoi uffici, Arthur sente il bisogno impellente di avere una storia d'amore con lei. Le chiede e ottiene un incontro e la sera stessa la sposa. Dal momento che tra i due non è stato stipulato nessun tipo di accordo finanziario riguardo la divisione dei beni, il legale di Arthur lo obbliga a firmare un accordo tra le parti. Kelly chiede consulenza a Richard e finisce per avere una storia con lui suscitando la gelosia di Arthur, che un giorno viene trovato morto... 

 

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Runaway Jury 

La giuria 

 

 

 

 

Un film di Gary Fleder. Con John Cusack, Gene Hackman, Dustin Hoffman, Rachel Weisz, Bruce McGill, Jeremy Piven, Orlando Jones, Bill Nunn. Genere Giallo, colore 127 minuti. - Produzione USA 2003.
La vedova di un broker ucciso da un folle che ha compiuto una strage decide di citare in tribunale un'importante industria di armi da fuoco e si fa rappresentare da Wendall Rohr (D. Hoffman) tenace avvocato che crede nel trionfo della giustizia. All'ombra di quello della controparte, invece, è stato posto Rankin Fitch (G. Hackman) corrotto e spregiudicato, ma rinomatissimo “consulente per giurie”. E mentre i due principi del foro si fanno la guerra, Nick Easter (J. Cusack), uno dei giurati in isolamento, con la segreta complicità della sua bella fuori, manipola la giuria per ottenere il verdetto che vuole. E, nonostante le apparenze, non lo fa a scopo di lucro. Da un best seller di John Grisham con 2 sostanziali differenze: nel libro la vedova di un uomo morto per tumore ai polmoni trascina in tribunale una multinazionale del tabacco; l'azione è spostata da Biloxi in una suggestiva New Orleans (350 miglia). Una macchina-film che funziona a meraviglia fino alla sorpresa finale politically correct. Due mostri sacri, entrambi vincitori di 2 Oscar, si contendono la scena con due personaggi opposti in tutto e si divertono gigioneggiando alla grande. Ne escono alla pari. L'incontro-scontro nei bagni vale da solo la visione del film. Ma sono bravi anche gli altri, primo fra tutti J. Cusack.

 

 

061 
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Just Cause 

La giusta causa 

 

 

 

 

Un film di Arne Glimcher. Con Sean Connery, Laurence Fishburne, Kate Capshaw, Hope Lange. Genere Thriller, colore 102 minuti. - Produzione USA 1995.
Da un romanzo di John Katzenbach, liberamente adattato. Al prof. di diritto Paul Armstrong arriva una disperata richiesta di aiuto da un giovane nero, laureato, condannato a morte in Florida per l'efferato assassinio di una ragazzina bianca. Accetta l'incarico, va in Florida, riesce ad aprire il caso e a dimostrare l'innocenza del suo cliente. È un falso finale che apre la porta a un colpo di scena. Sgangherato, improbabile e sconclusionato thriller.

 

 

062

La moglie è uguale per tutti 

 

 

 

 

 

Un film di Giorgio Simonelli. Con Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, Nino Taranto, Carlo Dapporto, Yvonne Sanson, Pina Renzi, Nadia Gray, Lea Padovani, Tina Pica, Alberto Bonucci, Turi Pandolfini, Carlo Micheluzzi, Agnese Dubbini, Checco Durante, Riccardo Billi, Mario Riva, Ignazio Balsamo, Mario Passante, Bice Valori, Roberto Risso, Fulvia Franco, Eva Vanicek, Gigi Reder, Paolo Panelli, Gina Rovere, Liliana Bonfatti, Renato Vicario. Genere Comico, b/n 103 minuti. - Produzione Italia 1955.
Scapolo impenitente tenta di dissuadere il nipote dal matrimonio, ma il giovane parte alla controffensiva e vince la battaglia. Lo zio sconfitto finirà per sposare la segretaria che l'amava in segreto. Commedia umoristica senza molte pretese è più che altro una sfilata di storielle, abbastanza ben condite da trovate divertenti, interpretate da noti attori di varietà 

 

063
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12 Angry Men 

La parola ai giurati 

 

 

 

 

Un film di Sidney Lumet. Con E.G. Marshall, Lee J. Cobb, Henry Fonda, Martin Balsam, Ed Begley jr. Genere Drammatico, b/n 95 minuti. - Produzione USA 1957.
Dodici giurati devono giudicare un ragazzo accusato di parricidio. Uno solo di loro ha qualche dubbio sulla condanna dell'imputato e, con una finezza psicologica pari alla sagacia dialettica, riesce a convincere gli altri a votare per la non colpevolezza. Tratto da un teledramma (1954) di Reginald Rose (diretto da F. Schaffner), è il 1°, eccellente film di S. Lumet, fino a quel momento attivo in TV. Serrato, intelligente, acuto, senza cadute né passaggi artificiosi sebbene l'azione si svolga interamente a porte chiuse. Fu prodotto da H. Fonda e R. Rose con l'Orion e contribuì ad aprire le porte di Hollywood a una nuova generazione di sceneggiatori e registi televisivi. Rifatto per la TV nel 1997 da William Friedkin.

 

 

064 
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Red corner 

L'angolo rosso  

 

 

 

 

Un film di Jon Avnet. Con Richard Gere, Bai Ling, Bradley Whitford. Genere Thriller, colore 119 minuti. - Produzione USA 1998.
Pechino per negoziare la vendita di programmi TV via satellite, un avvocato nordamericano è accusato dell'omicidio di una ragazza cinese con cui ha passato la notte. Abbandonato dalle autorità del suo paese che si disinteressano del caso, seviziato in carcere, rischia la pena di morte, ma trova in una giovane legale, suo difensore di ufficio, qualcuno che crede nella sua innocenza e strenuamente si batte per dimostrarla. C'è, infatti, un complotto misterioso e piuttosto macchinoso. Sotto la maschera del film di denuncia civile sul sistema giudiziario della Repubblica Popolare Cinese, è un thriller d'azione, scritto da Robert King, con tutti gli ingredienti e gli stereotipi del genere, compreso un epilogo alla Casablanca.
 

 

065
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L'avvocato De Gregorio 

 

 

 

 

 

Un film di Pasquale Squitieri. Con Giorgio Albertazzi, Ciro Capano, Anna Tognetti. Genere Drammatico, colore 95 minuti. - Produzione Italia 2003.
Da trent'anni rottame alla deriva, dopo essere stato radiato, vecchio avvocato incontra la popolana Nunziatina, madre di due bambini, costretta a battere dopo la morte del marito operaio in un incidente di lavoro. Nell'indagare scopre una sporca storia di lavoro nero, legata a persone potenti, e trova l'occasione del riscatto. Vale la pena di dedicare un'ora e mezzo soltanto a vedere in azione e ascoltare, all'apice del suo istrionismo scenico, un attore come G. Albertazzi che resuscita la gonfia eloquenza forense del tempo che fu? Il napoletano P. Squitieri mette a frutto una laurea in giurisprudenza (1960) e gli studi giovanili di diritto penale. Lo fa in modi coerenti col suo passato, cioè con una torva, macchinosa magniloquenza didattica nella sceneggiatura e l'enfatica, qua e là imbarazzante scelta di trovate registiche, in piccola parte controbilanciate da efficaci squarci sulla realtà partenopea.

 

 

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People's Enemy 

L'Avvocato dei Ladri  

 

 

 

 

Un film di Crane Wilbur. Con Melvyn Douglas, Preston Foster, Lila Lee. Genere Poliziesco, b/n 90 minuti. - Produzione USA 1935.
Il gangster Fulton, dal carcere, prega il suo avvocato Stuart di rintracciargli la moglie che un tempo aveva lasciato ma che ancora ama. Intanto il magistrato Warren, coinvolto nelle attività illegali di Fulton, cerca di ingannarlo presentandogli l'avvocato come un traditore. Fulton evade per uccidere Stuart, ma, scoperta la verità, si rivolge contro Warren e muore a sua volta in uno scontro con la polizia. Stuart e la moglie di Fulton si sono nel frattempo innamorati 

 

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The Devil's Advocate 

L'avvocato del diavolo  

 

 

 

 

Un film di Taylor Hakford. Con Al Pacino, Charlize Theron, Keanu Reeves, Heather Matarazzo. Genere Drammatico, colore 143 minuti. - Produzione USA 1997.
Un giovane, dotato, spregiudicato avvocato della Florida (K. Reeves) accetta un'allettante proposta di uno studio legale di New York, guidato da John Milton (A. Pacino) e si rende conto di aver venduto l'anima al diavolo. In senso letterale, non metaforico. Da un romanzo di Andrew Neiderman – con la fotografia del polacco Andrzej Bartkowiak, le scene di Bruno Rubeo, gli effetti visivi di Richard Greenberg e i demoni disegnati da Rick Baker – è uscito un filmone difficile da catalogare: horror giudiziario? farsa orrorifica? parabola faustiana? Nel suo toccare antichi e nuovi temi religiosi (con frequenti citazioni dell'Apocalisse giovannea) la materia del film è ambiziosa e rischiosa: il sublime confina col ridicolo, e spesso ci sprofonda. Non bastano gli effetti speciali per fare un buon film fantastico. Vien voglia di leggere il romanzo: i dialoghi sono forse la componente più interessante del film, e Pacino – doppiato da Giancarlo Giannini – li dice con un potente istrionismo ben temperato.

 

 

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Trial 

L'imputato deve morire - Il processo 

 

 

 

 

Un film di Mark Robson. Con John Hodiak, Dorothy McGuire, Glenn Ford, Katy Jurado, Arthur Kennedy. Genere Drammatico, b/n 105 minuti. - Produzione USA 1955.
Da un romanzo di Don Mankiewicz. Incriminato per stupro e omicidio, un ragazzo californiano di origine messicana corre il rischio di finire sulla sedia elettrica non tanto perché le prove a suo carico siano convincenti, ma per il colore della sua pelle. Prodotto dalla M-G-M, è probabilmente il più lambiccato frutto della guerra fredda tanto è difficile stabilire dove finisca il suo antirazzismo e dove cominci il suo anticomunismo. L'avvocato difensore deve vedersela contemporaneamente con i razzisti, i rossi e i patrioti maccartisti a diciotto carati. Troppo preoccupato dalla dialettica politica, il film non riesce a rivelare personaggi con una vera consistenza umana: soltanto la bravura degli interpreti ne copre la schematicità. Ribattezzato Il processo.

 

 

069
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The Bachelor and the Bobby-Soxer 

L'intraprendente signor Dick 

 

 

 

 

Un film di Irving Reys. Con Rudy Vallee, Shirley Temple, Cary Grant, Myrna Loy, Ray Collins, Harry Davenport, Lillian Randolph, Veda Ann Borg, Irving Bacon, Ferruccio Tagliavini, Lauretta Masiero, Valeria Fabrizi, Sabine Bethmann. Genere Commedia, b/n 95 minuti. - Produzione USA 1947.
Giudice in sottana deve giudicare per corruzione di minore un affascinante e maturo playboy di cui la sua sorellina si è infatuata. Lo costringe a farle da scorta. Già distribuito come Vento di primavera. Ebbe successo superiore ai suoi meriti, ma sia pure un po' meccanica, è una commedia piacevole, affidata all'arte della coppia C. Grant-M. Loy. Oscar alla sceneggiatura di Sidney Sheldon.

 

 

070
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Murder in the First 

L'isola dell'ingiustizia - Alcatraz 

 

 

 

 

Un film di Marc Rocco. Con Kevin Bacon, Brad Dourif, Gary Oldman, Christian Slater, Mia Kirshner. Genere Drammatico, colore 122 minuti. - Produzione USA 1995.
Nel 1938, per un furto di 5 dollari, un giovane (K. Bacon) finisce nel carcere di Alcatraz, governato da un sadico direttore (G. Oldman) che lo sottopone a sevizie. Tre anni dopo uccide il detenuto che gli ha fatto da spia e va sotto processo per omicidio, trovando un giovane avvocato (C. Slater) che mette sotto accusa l'ideologia penale di Alcatraz. Scritto da Dan Rocco e diretto da un giovane regista fin troppo goloso nel muovere la cinepresa, è un aspro film di denuncia che tiene d'occhio tutta la gamma del cinema carcerario, sfuggendo soltanto in parte alle trappole delle convenzioni. È K. Bacon che gli dà l'acqua della vita con una interpretazione ammirevole per intensità e controllata disperazione.

 

 

071
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The Chamber 

L'ultimo appello 

 

 

 

 

Un film di James Foley. Con Gene Hackman, Faye Dunaway, Chris O'Donnell, Sam Rockwell. Genere Drammatico, colore 113 minuti. - Produzione USA 1996.
Giovane avvocato sceglie di aiutare il nonno razzista, mai incontrato prima, a salvarsi dalla pena di morte per un feroce attentato compiuto nel 1967. Dal romanzo (1994) di John Grisham, adattato da William Goldman e Chris Reese, non è all'altezza della fama acquistata negli ultimi tempi da J. Foley. Muove macchinosamente un intreccio familiare che ha il solo scopo di suscitare indignazione per la condanna di morte. Appassionante G. Hackman. 

 

072
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The Rainmaker 

L'uomo della pioggia 

 

 

 

 

Un film di Francis Ford Coppola. Con Mickey Rourke, Jon Voight, Danny DeVito, Roy Scheider, Danny Glover, Matt Damon, Claire Danes, Virginia Madsen. Genere Drammatico, colore 135 minuti. - Produzione USA 1997.
Ambientato a Memphis (Tennessee) e situato ai giorni nostri, racconta di un giovane avvocato che, affiancato da un simpatico “paralegale”, ingaggia una difficile battaglia contro una compagnia di assicurazioni che non ha corrisposto il premio a un leucemico, morto poi per mancanza di cure. Il lungo romanzo (1995) di John Grisham è stato ampiamente potato dal regista e molti personaggi sono stati eliminati. Staccato dalla staticità del dramma giudiziario, il film ha i suoi momenti più interessanti fuori del tribunale. Opera di confezione, vanta una bella galleria di personaggi dall'insolito J. Voight a un inedito M. Rourke, tenuto a briglia corta, fino all'impagabile D. DeVito.

 

 

073 
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My Cousin Vinny 

Mio cugino Vincenzo 

 

 

 

 

Un film di Jonathan Lynn. Con Joe Pesci, Marisa Tomei, Ralph Macchio. Genere Commedia, colore 119 minuti. - Produzione USA 1992.
Avvocato alle prime armi prende la difesa di un cugino accusato di furto e omicidio in compagnia di un amico. Lo aiuta la fidanzata esperta in motori. Bravo J. Pesci, in un ruolo che gli è cucito addosso. Ottimi duetti. Oscar come attrice non protagonista all'italo-americana M. Tomei.

 

 

074
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Music Box 

Music Box - Prova d'accusa 

 

 

 

 

Un film di Constantin Costa Gavras. Con Jessica Lange, Frederic Forrest, Armin Mueller-Stahl. Genere Drammatico, colore 126 minuti. - Produzione USA 1989.
Chicago, avvocatessa di successo accetta di assumere la difesa del padre, contadino ungherese emigrato negli USA dopo il 1945, denunciato come criminale di guerra implicato nella persecuzione degli ebrei, sicura che si tratti di un errore di persona. Durante un sopralluogo a Budapest scopre, quasi per caso, che è colpevole. 1/3 dramma giudiziario, 1/3 thriller politico, 1/3 melodramma familiare, è un film illustrativo, turgido e inerte che, nonostante la bravura degli interpreti, non mette a fuoco né temi né personaggi. Orso d'oro a Berlino 1990 ex aequo con Allodole sul filo di J. Menzel (Cecoslovacchia).

 

 

075
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Pasolini: un delitto italiano 

 

 

 

 

 

Un film di Marco Tullio Giordana. Con Claudio Amendola, Giulio Scarpati, Nicoletta Braschi, Carlo De Filippi, Victor Cavallo, Claudio Bigagli, Toni Bertorelli. Genere Drammatico, colore 99 minuti. - Produzione Italia 1995.
Ricostruzione, in forma di “docu-drama” con la mescolanza di immagini “finte” e di materiale di repertorio in bianconero, del processo contro Pino Pelosi per la morte di Pier Paolo Pasolini, ucciso nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 sul lido di Ostia. Giordana e i suoi sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia non pretendono di raccontare la verità su quella morte, ma di spiegare perché quella verità non s'è mai saputa e perché la prima sentenza che condannò Pelosi per omicidio “con il concorso di ignoti” sia stata cassata nelle sentenze successive, rimossa dall'opinione pubblica, dimenticata. Nel film, montato con accorta efficacia da Cecilia Zanuso, di Pasolini si vede il volto, e si ascolta la voce, soltanto nei frammenti di repertorio. Qualcuno gli ha prestato un corpo, ma non il viso, nelle convulse e notturne sequenze dell'omicidio. Si risolve in un atto di accusa contro la putrefazione, l'indegnità, le pesanti responsabilità di una classe dirigente contro la quale in vita Pasolini s'era rivolto nei suoi scritti corsari.

 

 

076
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Nuts 

Pazza 

 

 

 

 

Un film di Martin Ritt. Con Karl Malden, Richard Dreyfuss, Barbra Streisand. Genere Drammatico, colore 116 minuti. - Produzione USA 1987.
Ragazza altoborghese che fa la squillo di lusso uccide per legittima difesa cliente ricco e violento. Per evitarle il processo, vorrebbero dichiararla pazza, ma lei – che un po' matta è ma di mente sanissima – non ci sta. Prodotto dalla Streisand che ha curato anche la colonna musicale, è un dramma giudiziario (da una pièce di Tom Topor che l'ha anche sceneggiata con Darryl Ponicsan e Alvin Sargent) costruito come le regole del cineteatro comandano, con una scelta di tempi e una miscela di serio e di buffo che strappano l'applauso. Si mette dalla parte giusta, denuncia l'ipocrisia, sbeffeggia la psichiatria al servizio del potere.

 

 

077
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Guilty As Sin 

Per legittima accusa 

 

 

 

 

Un film di Sidney Lumet. Con Rebecca De Mornay, Jack Warden, Don Johnson, Stephen Lang. Genere Thriller, colore 107 minuti. - Produzione USA 1993.
Giovane avvocatessa rampante accetta di difendere un uxoricida, ma subito se ne pente. Non può più tirarsi indietro e diventa un giocattolo nelle mani di un pericoloso assassino che la incastra con false prove su una loro presunta relazione. Legal thriller, scritto da Larry Cohen, ben manipolato dal vecchio S. Lumet che mescola lo yuppismo con l'ipocrisia dei legali dei mafiosi. Piacerebbe sapere come un affermato avvocato non trovi la via per scaricare un cliente ambiguo. Su questa pagliuzza D. Johnson carica eccessivamente il suo personaggio.

 

 

078
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Perché si uccide un magistrato 

 

 

 

 

 

Un film di Damiano Damiani. Con Françoise Fabian, Renzo Palmer, Franco Nero, Claudio Gora, Marco Guglielmi, Damiano Damiani, Giorgio Cerioni, Tano Cimarosa, Ennio Balbo, Luciano Catenacci, Elio Zamuto, Giancarlo Badessi, Mico Cundari, Eva Cemerys. Genere Drammatico, colore 110 minuti. - Produzione Italia 1974.
Un giovane regista indaga sulla morte di un magistrato che aveva messo sotto accusa nel suo film. Sembra un delitto mafioso, ma la realtà è ben diversa. Esempio deplorevole di cinema civile che rivela fragilità politica, poche idee, niente grinta, ingredienti convenzionali.

 

 

079
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Legal Eagles 

Pericolosamente insieme 

 

 

 

 

Un film di Ivan Reitman. Con Robert Redford, Debra Winger, Daryl Hannah. Genere Drammatico, colore 114 minuti. - Produzione USA 1986.
La figlia di un pittore è accusata di furto di quadri. Gli avvocati scoprono un intrico di omicidi a catena e sicari nell'ombra, trauma di ragazzina ossessionata da incendio, gallerie e aste sospette. È un bell'esempio del modo con cui la ricchezza dei mezzi e l'efficacia del mestiere tecnico coincidono col massimo della volgarità intellettuale e la sagra dell'ovvio. Buoni gli effetti pirotecnici e D. Winger. Ne esistono 2 versioni con finali diversi.

 

 

080
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Philadelphia 

Philadelphia 

 

 

 

 

Un film di Jonathan Demme. Con Denzel Washington, Jason Robards, Tom Hanks, Antonio Banderas, Mary Steenburgen, Joanne Woodward. Genere Drammatico, colore 119 minuti. - Produzione USA 1993.
Brillante avvocato di Philadelphia è licenziato per inefficienza e inaffidabilità dal prestigioso studio legale dove lavora. È una scusa, sostenuta con mezzi ignobili: in realtà hanno scoperto che è omosessuale e malato di Aids. Sostenuto dall'affettuosa famiglia e dal suo tenero compagno, difeso da un grintoso avvocato nero, fa causa agli ex datori di lavoro. 1ª produzione di alto costo (25 milioni di dollari) sull'Aids, è una lezione di tolleranza, una requisitoria sui pregiudizi, un'arringa contro l'ingiustizia affidata a uno straordinario T. Hanks, interprete simpatico e “leggero”, e a D. Washington, l'avvocato che lo difende, fiero eterosessuale e a disagio con i gay, che a poco a poco disperde i suoi pregiudizi e le sue paure insieme a quelli dello spettatore. L'ottima sceneggiatura di Ron Nyswater affidata alla sobria regia di J. Demme diventa qualcosa di più di un onesto esempio di cinema civile: ne fanno testo alcune scene memorabili, la festa gay e la sequenza in cui Hanks ascolta Maria Callas in Andrea Chenier (4° atto) di Giordano, e la colonna musicale in cui Mozart, Spontini, Cilea, Catalani s'alternano a Bruce Springsteen, Peter Gabriel, Neil Young. Oscar a T. Hanks attore protagonista e a Springsteen per la canzone “Streets of Philadelphia”.

 

 

081
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Presumed Innocent 

Presunto innocente 

 

 

 

 

Un film di Alan J. Pakula. Con Harrison Ford, Brian Dennehy, Greta Scacchi, Raul Julia, Jesse Bradford. Genere Giallo, colore 127 minuti. - Produzione USA 1990.
Incaricato di indagare sull'omicidio di una bella collega di dubbia moralità di cui era stato l'amante, un procuratore distrettuale diventa inquisito e, con l'aiuto di un ottimo avvocato, organizza la sua difesa. Tratto dal romanzo (1987) di Scott Turow – adattato malissimo da Pakula e Frank Pierson – è un giallo della categoria whodunit (chi è il colpevole?) basato sul tema delle apparenze illusorie. L'eleganza della messinscena non riscatta la farraginosa macchinosità della storia. Ne risentono anche gli interpreti, spesso opachi.

 

 

082
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Processo alla città 

 

 

 

 

 

Un film di Luigi Zampa. Con Paolo Stoppa, Mariella Lotti, Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini, Carlo Pisacane, Nino Vingelli, Turi Pandolfini, Ada Colangeli, Tina Pica, Gualtiero Tumiati, Agostino Salvietti, Rino Genovese, Dante Maggio, Mario Passante, Ugo D'Alessio, Irene Galter, Franco Interlenghi, Franca Tamantini, Vittoria Crispo, Eduardo Ciannelli, Calisto Calisti. Genere Drammatico, b/n 103 minuti. - Produzione Italia 1952.
Liberamente ispirato ai fatti del processo Cuocolo (qui Ruotolo) – dal nome dei coniugi assassinati nel 1905 a Napoli dalla camorra – racconta come un giudice istruttore scopra nelle indagini legami e corruzioni che investono non soltanto la camorra, ma tutta la città. Non è solo il miglior film di Zampa, anche per merito dell'efficiente sceneggiatura (Suso Cecchi D'Amico, Ettore Giannini, Diego Fabbri, Turi Vasile) e uno dei rari drammi giudiziari riusciti del cinema italiano, ma anche una di quelle opere in cui le istanze civili e morali del neorealismo s'innestano sul robusto tronco di un melodramma popolare attento alla lezione del cinema americano d'azione. Su una colorita galleria di personaggi minori si staglia l'efficace interpretazione di Nazzari. Grolla d'oro per la regia alla 1ª edizione del premio a Saint Vincent.

 

 

083 
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Find Me Guilty 

Prova a incastrarmi 

 

 

 

 

Un film di Sidney Lumet. Con Vin Diesel, Peter Dinklage, Linus Roache, Ron Silver, Annabella Sciorra, Alex Rocco, Michalina Almindo, James Biberi, Paul Borghese. Genere Commedia drammatica, colore 125 minuti. - Produzione USA 2006.
Girata la boa degli 80, dopo 6 anni di assenza e più di 40 film alle spalle (senza contare il lavoro in TV dal 1951), l'onesto e democratico S. Lumet torna alla regia e, quasi per collegarsi all'esordio (La parola ai giurati, 1957), gira in digitale, sfidando le compagnie di assicurazione, un altro film giudiziario di cui è uno degli sceneggiatori (con T.J. Mancini e R.G. McCrea), basato su una storia vera. È la cronaca del più lungo e affollato processo antimafia nella storia penale degli USA. Si svolse a New York nel biennio 1987-88: venti imputati (diciannove italo-americani e un ebreo), settantasei capi di imputazione, quasi ventun mesi di durata. Come nella realtà, il film ha un protagonista assoluto: Jackie Di Norscio, l'unico imputato già carcerato con una condanna a trent'anni per spaccio di droga e l'unico a rinunciare all'avvocato per difendersi da solo, incurante del detto “chi in tribunale difende sé stesso ha un pazzo per cliente”. Bada, invece, a un altro detto: “Giuria che ride non condanna.” La fa ridere, infatti, dichiarando di non essere un gangster, ma un gagster e con trovate, barzellette, apologhi, comportamenti irrituali sconfigge il PM accusatore e i suoi testimoni. A modo suo, è un uomo coerente, fedele a un principio: non si denuncia mai uno della “famiglia” (parenti o amici), nemmeno quando cercano di ammazzarti. L'intero film poggia sull'interpretazione di V. Diesel, sul suo istrionismo ben temperato (doppiato da Francesco Pannofino).

 

 

084
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Night Falls on Manhattan 

Prove apparenti 

 

 

 

 

Un film di Sidney Lumet. Con Andy Garcia, Richard Dreyfuss, Ian Holm. Genere Drammatico, colore 114 minuti. - Produzione USA 1997.
Figlio di poliziotto ed ex poliziotto, Sean Casey (A. Garcia) diventa avvocato e, aggregato alla Procura distrettuale di New York (un nostro PM, insomma), vince il primo, importante processo affidatogli, ma ne scopre poi i retroscena di corruzione poliziesca che sfiorano persino il suo integerrimo padre. 40° film di S. Lumet (1924), 35° che viene distribuito in Italia, 29° ambientato a New York e uno dei tanti sui temi a lui cari: legge, giustizia, corruzione, droga, rapporti tra etica e politica. Intellettuale ebreo e irriducibile liberal, regista di un cinema di storie forti, Lumet ha perduto l'ottimismo che caratterizzava i suoi film sino a Serpico (1973), ma rimane convinto che l'amministrazione della giustizia sia l'ultimo baluardo di difesa del sistema, e del sogno, americano. Tutto funziona a livello tecnico e decorativo, ma la storia, tratta dal romanzo Tainted Evidence di Robert Daley, non convince: l'ingenuità del suo protagonista non è credibile.

 

 

085
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Rules of Engagement 

Regole d'onore 

 

 

 

 

Un film di William Friedkin. Con Ben Kingsley, Samuel L. Jackson, Tommy Lee Jones, Guy Pearce, Philip Baker Hall, Anne Archer, Bruce Greenwood. Genere Drammatico, colore 124 minuti. - Produzione USA 2000.
Incriminato per avere ordinato ai suoi soldati di sparare sulla folla islamica di civili inermi (?) durante lo sgombero dell'ambasciata USA di San'a (Yemen), un ufficiale dei Marines (S.L. Jackson) incarica un suo collega e amico (T.L. Jones) da poco in pensione, di difenderlo davanti alla corte marziale. Tema di fondo di un film a programma: come i militari USA, mandati allo sbaraglio dai politici, diventano i capri espiatori di operazioni malriuscite. Alle prese con una sceneggiatura (Stephen Gaghan) convenzionale nelle sue cadenze di dramma (con una grossa inverosimiglianza di base) e demagogica nella contrapposizione artificiosa tra politici (ipocriti) e militari (puri e fieri), W. Friedkin se la cava con il mestiere (l'attacco all'ambasciata), ben servito dalla fotografia del veterano William Fraker e dal giovane Nicola Pecorini. Il titolo inglese significa procedure per iniziare il combattimento. L'onore non c'entra.

 

 

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Primal Fear 

Schegge di paura 

 

 

 

 

Un film di Gregory Hoblit. Con Richard Gere, John Mahoney, Laura Linney, Edward Norton, Terry O'Quinn. Genere Thriller, colore 129 minuti. - Produzione USA 1996.
Per l'uccisione dell'arcivescovo di Chicago (79 coltellate) è arrestato un ragazzo (E. Norton) che fa parte del coro. Indizi schiaccianti. Il più pagato avvocato (R. Gere) della città ne assume gratis la difesa. Epilogo a sorpresa. Legal thriller, sottogenere di moda negli anni '90 a Hollywood, tratto da un romanzo di William Diehl. Efficiente congegno di indagine con tutti gli ingredienti regolamentari (sentimenti, sesso, perversioni) che tiene lo spettatore sulla corda dell'incertezza, sebbene un po' prolisso quando depista l'attenzione con una seconda storia di taglio economico-sociale. Da tempo Gere non risultava così charmeur. Dirige con pulizia un regista che ha alle spalle molti premi Emmy televisivi per Hill Street giorno e notte e Avvocati a Los Angeles. Esordio del 25enne E. Norton 

 

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The Accused 

Sotto accusa 

 

 

 

 

Un film di Jonathan Kaplan. Con Jodie Foster, Kelly McGillis, Carmen Argenziano. Genere Drammatico, colore 110 minuti. - Produzione USA 1988.
Sarah (J. Foster), cameriera sgallettata di dubbia moralità e di pimpante sessappiglio, viene violentata in un bar, su un flipper, da un giovanotto, imitato da altri due, incitati da un gruppo di avventori. Un magistrato (K. McGillis) la aiuta a denunciarli e a sostenere il processo. Tra le due donne, così diverse, nasce un rapporto di solidarietà. Una didascalia avverte che in USA avviene una denuncia per stupro ogni 6 minuti. Dramma giudiziario come tanti, ma utile: insegna che 1) lo stupro è l'unico crimine in cui la parola della vittima è per sistema messa in dubbio; 2) i suoi autori – e i loro familiari – non si sentono colpevoli, considerandolo spesso una prova di virilità; 3) si tende a rimproverare alle donne “di essere andate a cercarlo”. Oscar a J. Foster. Vietato ai minori di 18 anni in Italia dove dovrebbe forse essere visto dagli adolescenti.

 

 

088 
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Hart's War 

Sotto corte marziale 

 

 

 

 

Un film di Gregory Hoblit. Con Bruce Willis, Colin Farrell, Cole Hauser, Terrence Howard, Linus Roache, Marcel Iures, Rick Ravanello. Genere Drammatico, colore 125 minuti. - Produzione USA 2002.
Brillante studente in legge, vicino alla laurea e spinto da tante buone intenzioni, prima della guerra, ora il tenente Thomas Hart è uno dei prigionieri di un campo tedesco che, per i suoi precedenti, viene nominato difensore d'ufficio di un giovane pilota nordamericano nero, accusato di avere assassinato per vendetta un sergente bianco razzista. A capo della corte marziale costituitasi all'interno del campo, c'è il più alto ufficiale presente, il colonnello McNamara, uomo duro e tutto d'un pezzo, che disprezza Hart perché ha ceduto alle torture degli aguzzini nazisti. Tratto dall'omonimo romanzo di John Katzenbach, è uno di quei film spettacolari americani che vantano un nobile lignaggio di “antenati” di prestigio: da La grande fuga di John Sturges del 1963 a Fuga per la vittoria di John Huston del 1982, passando per La giungla degli implacabili, 1957, di Guy Hamilton, Uomini e filo spinato, 1970, di Lamont Johnson e arrivando perfino, perché no, a Galline in fuga, evasione in versione animata del 2000. Accontenta un po' tutti: una galleria di bei personaggi, atmosfera tesa, contenuti democraticamente corretti, intrigo nascosto che si rivela positivo, finale prevedibile ma di grande soddisfazione.

 

 

089 
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Suspect 

Suspect - Presunto colpevole 

 

 

 

 

Un film di Peter Yates. Con Joe Mantegna, Dennis Quaid, Cher. Genere Thriller, colore 121 minuti. - Produzione USA 1987.
barbone sordomuto, reduce dal Vietnam, è accusato dell'omicidio della segretaria di un giudice. La giovane avvocatessa che difende il poveretto comincia a scavare e trova tanto marciume... Thriller giudiziario di impostazione tradizionale, pieno di buone intenzioni di denuncia sociale, diretto con grande serietà da P. Yates, interpretato da Cher, bella e giovanile, ma anche br 

 

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Witness for the Prosecution 

Testimone d' accusa 

 

 

 

 

Un film di Billy Wilder. Con Tyrone Power, Charles Laughton, Marlene Dietrich, Elsa Lanchester. Genere Drammatico, b/n 114 minuti. - Produzione USA 1957.
Celebre anziano avvocato assume la difesa di Leonard Vole. Perché Christine non vuole testimoniare a favore del marito accusato di aver ucciso una ricca vedova? Da un copione teatrale (1953) di Agatha Christie un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. C. Laughton e M. Dietrich straordinari, ma anche T. Power, in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK 

 

091
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The Confession 

The Confession 

 

 

 

 

Un film di David Jones. Con Ben Kingsley, Alec Baldwin, Amy Irving, Jay O. Sanders, Kevin Conway. Genere Drammatico, colore 110 minuti. - Produzione USA 1998.
Perduto il figlioletto, morto in seguito a un disservizio di malasanità, Fertig (B. Kingsley), ebreo ortodosso di New York, uccide tre sanitari e si costituisce, pronto a dichiararsi colpevole e a scontare la pena che gli spetta. Il suo avvocato difensore Bleakie (A. Baldwin), carrierista senza scrupoli e strapagato dal datore di lavoro di Fertig, gioca, invece, la carta della momentanea infermità mentale. Dal romanzo Fertig di Sol Yurick, sceneggiato da David Blach, un dramma di idee, avvincente nella 1ª parte, grazie anche alla tragica figura del protagonista che B. Kingsley impersona con severa intensità: la Legge e la legge, etica ebraica ed etica cristiana, giustizia e peccato originale. “Non è difficile - dice - fare le cose giuste; difficile è sapere cos'è giusto”. Poi, però, com'era di moda negli anni '90, diventa un legal thriller come tanti, con ingarbugliati risvolti ecologici sulla corruzione dell'alta finanza. Ne rimane schiacciato il dolente personaggio di Sarah (A. Irving), moglie di Fertig, mentre si dà troppo spazio ad A. Baldwin, attore mediocre come i suoi fratelli meno noti Adam, Stephen e William, ma coproduttore del film.

 

 

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The Exorcism of Emily Rose 

The Exorcism of Emily Rose 

 

 

 

 

Un film di Scott Derrickson. Con Laura Linney, Tom Wilkinson, Campbell Scott, Jennifer Carpenter, Colm Feore, Joshua Close, Ken Welsh, Duncan Fraser, Jr Bourne, Mary Beth Hurt, Henry Czerny. Genere Drammatico, colore 118 minuti. - Produzione USA 2005.
Ispirato a fatti veri: studentessa tedesca muore durante un esorcismo e il prete coinvolto è denunciato e processato per omicidio colposo e negligenza, per non aver permesso che la ragazza ricevesse le cure adeguate. La parte più interessante di un film che punta fin troppo sulla sgradevolezza dei fatti – che tornano a flashback con effetti trucidi – è proprio quella processuale, che vede a confronto un procuratore illuminato dalla fede e un'avvocatessa della difesa ambiziosa e in carriera (la brava L. Linney) che svela e denuncia (insieme al regista) le interferenze della religione nella legge dello Stato. Peccato che S. Derrickson non osi andare fino in fondo lungo questa strada e si lasci continuamente deviare da tutti i luoghi comuni e i cliché dell'horror parapsicologico.

 

 

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Trois couleurs - Rouge 

Tre colori - Film rosso 

 

 

 

 

Un film di Krzysztof Kieslowski. Con Jean-Louis Trintignant, Fréderique Feder, Irène Jacob, Teco Celio, Juliette Binoche, Julie Delpy, Zbigniew Zamachowski. Genere Drammatico, colore 99 minuti. - Produzione Francia 1994.
Ginevra le vicende parallele della modella Valentine (I. Jacob) e di un neolaureato in legge (J.-P. Lorit) che si congiungono soltanto nel finale. L'azione fa perno sull'ambiguo rapporto tra Valentine e un ruvido giudice in pensione (J.-L. Trintignant) che perversamente spia le telefonate dei suoi vicini, ma che, intravista nella ragazza e nel suo generoso impegno verso il prossimo un'occasione di uscire dal tunnel della sua misantropia, si autodenuncia. È il film che chiude la trilogia, scritta con Krzysztof Piesiewicz, sui colori della bandiera francese (rosso = fraternità), virtù che i due autori intendono soprattutto come comunicazione, con tutti i suoi diaframmi e le sue difficoltà. Al di là del suo splendore figurativo, del fascino sonoro e dell'eccellente interpretazione di Trintignant e della magica Jacob, ha la qualità della leggerezza anche nella dialettica tra caso e necessità. È un ottimo esempio di cinema antiautoritario che lascia libero lo spettatore nella lettura e nell'interpretazione di un testo intessuto di rime interne, coincidenze, ripetizioni, rimandi simbolici. Ultimo film di Kieslowski (1941-96).
 

 

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True confessions 

L' assoluzione 

 

 

 

 

Un film di Ulu Grosbard. Con Robert Duvall, Robert De Niro, Charles Durning. Genere Drammatico, colore 108 minuti. - Produzione USA 1981.
Nel 1948 un poliziotto di Los Angeles, indagando su un caso di omicidio, scopre che suo fratello, prete cattolico, con brillante carriera davanti a sé, ne è coinvolto. Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. All'origine c'è un romanzo di John Gregory Dunne.

 

 

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La parola ai giurati 

Twelve Angry Men 

 

 

 

 

Un film di William Friedkin. Con Jack Lemmon, George C. Scott, Hume Cronyn, Ossie Davis, Mary McDonnell, Courtney B. Vance, Armin Müller-Stahl, Dorian Harewood, Tony Danza, Mykelti Williamson, Edward James Olmos, William L. Petersen. Genere Drammatico, 95 minuti.
la 2ª versione del famoso film di S. Lumet. Ancora una volta il vecchio R. Rose (1921) ha ritoccato il suo teleplay, aggiornandolo agli anni '90. Differenze principali: la giuria è plurietnica (bianchi, neri, latinoamericani) e sono state inserite brevi scene nell'aula del tribunale con un difensore nero e un giudice donna (Mary McDonnell). La parte del giurato dissidente è passata da Henry Fonda al vecchio H. Cronyn (1911-2003). Friedkin s'è limitato a dirigere il traffico con autorevolezza.
 

 

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Un giorno in pretura 

 

 

 

 

 

Un film di Steno. Con Peppino De Filippo, Walter Chiari, Alberto Sordi, Silvana Pampanini, Turi Pandolfini, Virgilio Riento, Amalia Pellegrini, Giulio Calì, Cesare Bettarini, Vincenzo Talarico, Maurizio Arena, Sophia Loren, Armenia Balducci, Maria Piazzai, Ubaldo Lay, Tania Weber, Venantino Venantini. Genere Epico, b/n 90 minuti. - Produzione Italia 1953.
Durante una giornata di udienze, il pretore Salomone Lorusso (P. De Filippo) passa in rassegna una serie di casi: ladruncoli, un poveraccio accusato di oltraggio al pudore, problemi coniugali, risse. C'è chi è assolto, chi è condannato, chi ha la condizionale. Un buon film satirico, tra i migliori del genere a episodi. Non risulta frammentario, è girato con spirito e si giova soprattutto di una folta schiera di bravi attori 

 

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Un uomo perbene 

 

 

 

 

 

Un film di Maurizio Zaccaro. Con Giuliano Gemma, Michele Placido, Mariangela Melato, Leo Gullotta, Stefano Accorsi, Giovanna Mezzogiorno, Lorenzo Piani, Daniela Giordano (II), Luigi Diberti, Mariano Rigillo, Nazzareno Natale, Franco Castellano, Livio Galassi, Cinzia Monreale, Franco Diogene, Franco Trevisi, Claudio Spadaro, Roberto Posse, Pino Ammendola, Augusto Zucchi, Umberto Bellissimo, Enzo Saturni, Vincenzo Peluso, Lavinia Guglielman, Alessandro Mascali. Genere Drammatico, colore 119 minuti. - Produzione Italia 1999.
Vicenda giudiziaria di Enzo Tortora (1928-88), popolare conduttore televisivo, dal 17-6-1983 quando fu arrestato in modi plateali per collusione con la camorra e spaccio di cocaina, al 1986 quando fu assolto in appello con formula piena, assoluzione confermata in Cassazione il 20-2-1987. Scritto dal regista con Umberto Contarello e Silvia Tortora, figlia di Enzo. Per scelta e direzione degli attori (ottimi il Pandico di L. Gullotta e il Melluso di V. Peluso), impaginazione narrativa su sconnessioni temporali (il modello è Salvatore Giuliano), ritmo stringente (almeno nella 1ª parte), è forse il film più professionale di M. Zaccaro e il meno personale, pur non mancando di momenti d'autore. Soltanto in parte raggiunto l'obiettivo di trasformare un angoscioso caso privato in una storia emblematica dai risvolti pubblici allarmanti (uso distorto dei pentiti, responsabilità dei magistrati, giornalismo drogato e cialtrone). È come se dai propositi di fondo (tenersi ai documenti, ridurre al minimo l'intervento della finzione) trapelassero un'eccessiva cautela e la mancanza di un preciso punto di vista. Ne è uscito un film utile, ma non necessario. Grolla d'oro a S. Accorsi.

 

 

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First Monday in October 

Una notte con vostro onore 

 

 

 

 

Un film di Ronald Neame. Con Jill Clayburgh, Jan Sterling, Walter Matthau. Genere Commedia, colore 98 minuti. - Produzione USA 1981.
Giovane vedova che fa il giudice, unica donna alla Corte Suprema, si trova in difficoltà con i colleghi. Quando mostra la grinta e comincia a scavare nel fango, trova aiuto insperato nel suo principale avversario. Ispirato a una pièce di Jerome Lawrence e Robert E. Lee, i dialoghi risentono dell'origine teatrale, ma gli attori sono in forma.

 

 

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Under Suspicion 

Under Suspicion 

 

 

 

 

Un film di Stephen Hopkins. Con Gene Hackman, Morgan Freeman, Thomas Jane, Monica Bellucci. Genere Thriller, b/n 111 minuti. - Produzione USA 2000.
In una notte di Capodanno a Puerto Rico, un capitano nero di polizia mette sotto torchio un ricco avvocato fiscalista per fargli ammettere di aver violato e ucciso due bambine. Dal romanzo Brainwash di John Wainwright da cui in Francia era già stato tratto Guardato a vista (1981) di C. Miller, ambientato in una cittadina normanna. Il remake è stato rimpolpato con flashback in serie, stratagemmi visivi e il maggior spazio inutilmente concesso a M. Bellucci, moglie italiana del sospettato che, mal diretta, risulta quasi tremenda al fianco di G. Hackman e M. Freeman, spiazzati e distratti. In questo thriller sudato più che notturno la suspense è muscolare più che psicologica 

 

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Un spécialiste, portrait d'un criminel moderne 

Uno specialista - Ritratto di un criminale moderno  

 

 

 

 

Un film di Eyal Sivan. Genere Documentario, colore 128 minuti. - Produzione Francia, Germania, Belgio, Israele, Austria 1999.
Nell'Auditorium della Casa del Popolo di Gerusalemme, trasformato in tribunale, si svolge in 114 sedute per 8 mesi il processo al tenente colonnello delle SS Adolf Eichmann (1906-62), capo del dipartimento IV-B-4 della sicurezza interna del Terzo Reich. L'accusa – 15 imputazioni – è di crimini di guerra contro il popolo ebraico e contro l'umanità per avere organizzato la deportazione, da diverse parti d'Europa, verso i lager nazisti, di ebrei, sloveni, polacchi e tzigani. Il processo fu registrato integralmente – caso unico – per un totale di 500 ore da 4 telecamere nascoste dietro false pareti, coordinate dal regista nordamericano Leo T. Hurvitz che già ne aveva tratto un documentario Verdict for Tomorrow (1961). Molto materiale finì negli archivi di Stato israeliani. Delle 350 ore rimaste il regista israeliano E. Sivan, residente in Francia dal 1985, e lo sceneggiatore Rony Brauman, uno dei fondatori di Médicins sans frontières hanno cavato un film di montaggio di 2 ore, trasferendo le immagini su pellicola 35 mm, restaurate in parte con tecniche digitali. Per dare unità e coerenza tematica alla scelta e al montaggio (firmato da Audrey Marion) delle immagini, Sivan e Brauman hanno seguito la linea di La banalità del male di Hannah Arendt, famoso rapporto, citato più che letto, sul processo, sforzandosi di raccontarlo dal punto di vista del criminale piuttosto che da quello delle vittime. In un quadro di terrificante normalità ne esce il ritratto di un meticoloso burocrate del genocidio che, come linea difensiva, si trincera dietro l'obbedienza agli ordini dei superiori, il giuramento di fedeltà, l'impotenza e la non responsabilità di un ingranaggio, uno dei tanti. È un uomo perbene, non un mostro: “Non ho mai ucciso nessuno.” Ne esce una questione che ci riguarda tutti. Subito dopo l'effimera uscita nelle sale, distribuito in cassetta con sottotitoli italiani, difficili da leggere ogni volta che si sovrappongono a immagini bianche o chiare.

 

 

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Fighting Justice 

Verdetto finale 

 

 

 

 

Un film di Joseph Ruben. Con Robert Downey Jr., Margaret Colin, James Woods, Miguel Fernandes, Sully Diaz, Misan Kim. Genere Drammatico, colore 103 minuti. - Produzione USA 1989.
Un tempo romantico idealista, diventato un cinico e sprezzante avvocato privo di scrupoli, accetta la difesa di un giovane coreano, ingiustamente accusato di duplice omicidio. Risolve il caso e dà una spolverata agli antichi ideali. Comincia come un dramma giudiziario, passa attraverso il thriller e si conclude come un poliziesco a risvolti sociali. J. Woods se la cava egregiamente in tutte e tre le fasi, attorniato da un bel gruppetto di attori.

 

 

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Judgment at Nuremberg 

Vincitori e vinti 

 

 

 

 

Un film di Stanley Kramer. Con Maximilian Schell, Montgomery Clift, Richard Widmark, Burt Lancaster, Spencer Tracy, Judy Garland, Marlene Dietrich, Sheila Bromley, Bess Flowers. Genere Drammatico, b/n 178 minuti. - Produzione USA 1961.
Scritto da Abby Mann che adattò un suo teledramma, il film ricostruisce in chiave romanzesca il processo di Norimberga del 1948 contro i criminali di guerra nazisti. Questa verbosa maratona giudiziaria è, forse, il più compatto e armonioso film del produttore-regista S. Kramer, e un tipico frutto culturale della presidenza di J.F. Kennedy. Saggio di oratoria democratica ad alto livello, è affidato a un all star cast nel quale bisogna segnalare i brevi e intensi interventi di J. Garland e M. Clift. 8 nomination ai premi Oscar e 2 statuette, una per lo sceneggiatore Abby Mann e l'altra a M. Schell.

 

 

 

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Porte Aperte 

 

 

 

 

 

Un film di Gianni Amelio. Con  Gian Maria Volonté, Ennio Fantastichini, Renzo Giovanpietro, Renato Carpentieri, Lydia Alfonsi. Genere Drammatico, 108 minuti. - Produzione Italia 1990. Palermo, 1937. Piccolo giudice a latere si batte perché un pluriomicida, fascista, che ritiene giusta la pena capitale, abbia l'ergastolo invece della pena di morte. Con Cadaveri eccellenti di Rosi, è il migliore dei film tratti dalla narrativa di Sciascia. Con il lontano Processo alla città (1952) di Zampa è il miglior dramma giudiziario italiano sceneggiato da G. Amelio con V. Cerami e A. Sermoneta. 4 Felix 1990 per il miglior attore europeo a G.M. Volonté (straordinario per misura e intensità), al film, a E. Fantastichini e alla fotografia di T. Nardi; 2 Nastri d'argento, 4 David di Donatello, 3 Globi d'oro e la Grolla d'oro.

 

 

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Tutti dentro 

 

 

 

 

 

Un film di Alberto Sordi. Con Alberto Sordi, Joe Pesci, Dalila Di Lazzaro, Giorgia Moll. Genere Commedia, 107 minuti. - Produzione Italia 1984. Ritratto di un magistrato romano che ha i capelli lunghi e il mandato di cattura facile. Integerrimo e implacabile, ha nemici scaltri e potenti che riescono a incastrarlo e a neutralizzarlo. Commedia che non fa ridere, una satira che non muove all'indignazione né alla riflessione. Finge di mirare all'Italia degli scandali per colpire i magistrati troppo zelanti. Qualcosa di peggio di un brutto film: una cattiva azione.

 

 

 


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Il bigamo 

 

 

 

 

 

Un film di Luciano Emmer. Con Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Giovanna Ralli, Franca Valeri, Memmo Carotenuto, Marisa Merlini, Ave Ninchi, Salvo Randone. Genere Commedia, b/n 100 minuti. - Produzione It.- Fr. 1955.
Disavventure di un piazzista, sposino novello, nel quale una mitomane riconosce il proprio consorte fuggiasco. Nonostante le firme di S. Amidei (soggetto), V. Talarico e F. Rosi, inclina alla farsa più che alla commedia. Mastroianni sprecato, Valeri infallibile, De Sica strepitoso come smemorato principe del foro.



 

 


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Michael Clayton 

 Michael Clayton 

 

 

 

 

Un film di Tony Gilroy. Con George Clooney, Tom Wilkinson, Tilda Swinton, Sydney Pollack, Michael O'Keefe, Ken Howard, Denis O'Hare, Robert Prescott. Genere Drammatico, 119 minuti. - Produzione USA 2007.
Esordio nella regia di Gilroy, sceneggiatore di successo (L'avvocato del diavolo, la trilogia di Bourne). Tra gli 8 produttori 3 registi (S. Pollack, S. Soderbergh, A. Minghella) e Clooney. “Non faccio miracoli. Faccio le pulizie” dice Clayton che sbriga gli affari più sporchi di uno studio legale di New York. Dave fare i conti con: 1) debiti per 75000 dollari; 2) un caro amico e collega, avvocato di punta del suo studio in preda a un crollo psicologico che lo spinge a sabotare la causa contro la U/North, società di prodotti chimici per l'agricoltura accusata di aver venduto per 10 anni un diserbante cancerogeno; 3) Mrs. Karen Crowden, capo dell'ufficio legale della U/North, disposta a tutto, anche agli omicidi su commissione; 4) Marty Bach, il socio più anziano e potente dello studio legale e suo superiore. Sembra un film hollywoodiano degli anni '70, un cinema – hanno scritto – civilmente impegnato che portava le firme di registi come Lumet, Pakula, Nichols, lo stesso Pollack. Non è un difetto, nemmeno un limite. I suoi temi di fondo non sono più attuali? Serviti da una sceneggiatura sagace, almeno 3 degli attori principali fanno faville: a 45 anni Clooney (voce italiana di Francesco Pannofino) dà quella che è forse la sua più scavata e sofferta interpretazione; l'inglese Wilkinson dà fondo a un teatralismo ben temperato; la scozzese Swinton, Oscar come attrice non protagonista, conferma il suo talento.

 


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Dekalog 5 

 Decalogo 5 

 

 

 

 

Un film di Krzysztof Kieslowski. Con Miroslaw Baka, Krzysztof Globisz, Jan Tesarz. Genere Drammatico, colore 57 minuti. - Produzione Polonia 1987.
Non uccidere.” Un giovane sbandato uccide un tassista in modo atroce e senza un apparente motivo. È condannato a morte e impiccato. Ha la traiettoria di una fiondata: la scena di violenza efferata è sconvolgente, quella dell'impiccagione – fulminea quanto l'altra è dilatata – si risolve in una lucida requisitoria contro la pena di morte. La costruzione narrativa che segue parallelamente i percorsi di 3 personaggi (il ragazzo, il tassista, il giovane avvocato difensore) è radicalmente diversa dagli altri film. La versione lunga per il cinema (Breve film sull'uccidere, inedita in Italia) è, secondo noi, migliore.

 

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The Conspirator 

 The Conspirator 

 

 

 

 

Un film di Robert Redford. Con Robin Wright, James McAvoy, Kevin Kline, Evan Rachel Wood, Tom Wilkinson. Genere Drammatico, 122 minuti. - Produzione USA 2010. Se l'8° film di Redford è il suo migliore, il merito è soprattutto della sceneggiatura, più volte riscritta dal giornalista James D. Solomon (con Gregory Bernstein), e dell'esordiente TAFC (The American Film Company) che gli ha fornito ottimi mezzi e un cast di prim'ordine. 15 aprile 1865: due settimane dopo la fine della guerra civile, a 55 anni Abraham Lincoln, presidente degli Stati Uniti, è ucciso a teatro dall'attore sudista John Wilkes Booth. È la storia di un complotto sudista per mettere in crisi il governo e l'esito stesso del sanguinoso conflitto civile (più di 600000 morti). E di un processo contro 8 accusati, 7 uomini e Mary Surratt, madre di uno degli imputati e proprietaria della pensione dove si riunivano. Le analogie con la reazione di Washington dopo gli attentati dell'11-9-2001 sono ben marcate. Pur credendola colpevole, giovane capitano nordista è costretto a difendere la vedova Surratt in un procedimento la cui fine è predeterminata: deve concludersi con la condanna all'impiccagione di tutti: silent enim leges inter arma, in periodo di guerra la legge tace. Attori funzionali a ogni livello e 2 eccellenti protagonisti (lo scozzese McAvoy e la Wright). Fotografia di Newton Thomas Sigel, ispirata a Caravaggio e Rembrandt. Esterni a Savannah (Georgia)

 

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La poison 

 Ho ucciso mia moglie 

 

 

 

 

Un film di Sacha Guitry. Con Michel Simon, Germaine Reuver, Jeanne Fusier-Gir, Jean Debucourt, Jacques Varennes, Marcelle Arnold, Louis de Funès. Genere Grottesco, 89 minuti. - Produzione Francia 1951. In un villaggio normanno, vicino a Evreux, un orticoltore che ha molte ragioni per odiare la moglie, una megera, consulta un avvocato penalista, confessandogli di averla uccisa, e poi, seguendo i suoi consigli, la uccide. Grazie a lui, sarà assolto. Il primo, il migliore e il più misogino film del terzo Guitry postbellico, non di origine teatrale. Nel ritratto di un inferno coniugale e nella descrizione della provincia rurale l'umorismo caustico della storia sconfina talvolta in una ferocia che non manca di lucidità. Rapido come una schioppettata. Un Simon impareggiabile. Girato in 11 giorni. Rifatto nel 2001 con Omicidio in paradiso.